Un ecografo toracico donato alle USCA

PISA – Da martedì 3 novembre 2020, le USCA (Unità Speciali di Continuità Assistenziale della Zona Pisana)  potranno contare su di un valido strumento diagnostico, vale a dire un ecografo toracico loro donato dalla Società della Salute della Zona Pisana e dall’Ordine Provinciale dei Medici.

di Giovanni Manenti

Il tutto per avere la possibilità di procedere a diagnosi sempre più tempestive e precise sullo stato di salute dei pazienti che risultano positivi al Covid-19, ma che attualmente vivono in uno stato di quarantena domiciliare, da utilizzare secondo priorità stilate in base al peggioramento sintomatico degli stessi, segnalando come già per 5 di essi ne è previsto l’utilizzo sin dalla giornata di domani.

Ecografo toracico


Si tratta di un importante passo in avanti nel contrasto alla recrudescente emergenza sanitaria in corso, al fine soprattutto di valutare compiutamente la tempistica del ricovero ospedaliero, ovvero far sì che esso non sopravvenga in ritardo rispetto alla patologia in atto, ma neppure troppo in anticipo onde evitare la saturazione dei posti letto a disposizione nelle singole unità ospedaliere, in attesa che ulteriori dotazioni vengano messe a disposizione dalla Regiona Toscana.

Di questo ne è giustamente orgogliosa la Dott.ssa Gianna Gambaccini, Presidente della Società della Salute Pisana, la quale così commenta l’evento:”si tratta di uno strumento assolutamente necessario per il monitoraggio a domicilio dei pazienti risultati positivi al Covid-19, nonché per aiutare i medici a differenziare i casi che necessitino di un ricovero ospedaliero,attraverso una donazione che come Società della Salute, ed io in prima persona, abbiamo fortemente voluto, ma devo dire che la proposta è stata accolta all’unanimità da Assessori e Sindaci componenti la nostra Assemblea, per rimarcare come la salute non abbia colorate e debba viceversa rappresentare una priorità ed inoltre perché la Società della Salute deve rappresentare quel raccordo importante tra la Sanità ospedaliera e quella territoriale, con quest’ultima che necessita di essere potenziata alla luce di questa dilagante pandemia“.

Con questa donazione“, conclude Gianna Gambaccini, “vogliamo lanciare un segnale importante a tutte le forze interessate, quali l’ASL e la Regione Toscana, affinché possano porre in atto tutte le misure a disposizione per il potenziamento soprattutto della Sanità del territorio, che è ancora, purtroppo, sin troppo depauperata, come dire che noi abbiamo fatto il primo passo ed ora tocca a voi …!!“.

Sull’utilizzo che verrà fatto di questa sonda ecografica si è viceversa espresso il Dott. Luca Puccetti, referente del Dipartimento di Medicina Generale per la Zona Pisana dell’ASL Toscana Nord Ovest, che evidenzia come: “si tratti di un apparecchio di estrema utilità, in quanto viviamo una situazione che rischia di divenire ingestibile a causa dell’aumento dei casi di positività al Covid-19, con conseguente incremento dei ricoveri, il che ci pone nell’assoluta necessità di andare a selezionare, nei tempi giusti, quali siano i pazienti che effettivamente devono passare dalle cure domiciliari a quelle ospedaliere, e per far questo lo strumento dell’ecografia toracica – assieme ad un percorso formativo dedicato che andremo a realizzare su tutti i medici che vorranno acquisire tale bagaglio, per primi ovviamente i colleghi delle USCA che sono coloro che, assieme ai medici di Medicina Generale, si occupano della cura territoriale dei pazienti in quarantena domiciliare – diviene di capillare importanza al fine di poter capire se il malato ha una polmonite, al pari della gravità della stessa, unitamente a tanti altri parametri clinici, tale da consigliarne il ricovero“.

Mi preme sottolineare tutto questo“, conclude il Dott. Puccetti, “poiché ci troviamo di fronte ad una patologia che potrei definire infida, poiché possiamo avere a che fare con un paziente che sembra all’apparenza ben compensato, ma che, nell’arco di poco tempo, vede la propria situazione clinica peggiorare in termini anche drammatici, ragion per cui risulta ancor più evidente quale fosse l’urgenza di avere a disposizione una tale apparecchiatura diagnostica sino ad ora assente nelle nostre strutture, per cui non posso che ringraziare la Società della Salute e l’Ordine dei Medici per la sensibilità e l’impegno dimostrato per procurarcela nel minor tempo possibile, così da favorire il lavoro dei colleghi che stanno assistendo i pazienti attualmente in stato di quarantena domiciliare“.

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