Un gomitolo rosso per liberare Piazza Manin

PISA – Un filo rosso accompagna il turista che arriva al parcheggio scambiatore fino a Piazza Manin, dove quel filo si riannoda in un grande gomitolo che consente di ammirare da una prospettiva unica e suggestiva Piazza dei Miracoli attraverso la Porta Nuova.

E’ l’immagine finale e allo stesso tempo la filosofia che sta dietro al progetto vincitore del concorso di idee promosso dal Rotary Club Pisa – in collaborazione con l’Associazione di architetti Lp – presentato nei giorni scorsi nel corso di una serata conviviale promossa dallo storico club service cittadino presieduto dall’avvocato Nicola Giorgi.

 

A presentare lo studio le tre giovani studentesse della facoltà di Ingegneria Edile Architettura dell’Università degli studi di Pisa, Giulia Pasquinelli (originaria di Sarzana), Sofia Gentili (originaria di Vecchiano) e Benedetta Loperfido (originaria di Grosseto) che lo hanno realizzato. Con loro, alla serata, hanno partecipato anche il presidente dell’Associazione Lp, l’architetto Massimo Del Seppia, e il cofondatore l’architetto Fabrizio Sainati.

“L’idea del progetto – spiega l’avvocato Giorgi – nasce dalla volontà di offrire alla città una riflessione per migliorare il principale punto di accesso dei turisti a Pisa. In particolare, lo studio realizzato da queste giovani studentesse tende a creare un nuovo percorso che, senza alterare l’assetto della città, ma rispettandolo e valorizzandolo, dia una rinnovata veste all’ingresso turistico al principale polo attrattivo di Pisa; uno spazio monumentale da vivere e per vivere. Un progetto che offre anche una soluzione originale e adeguata alla collocazione delle bancarelle”.

Il progetto si sviluppa intorno a quattro nodi principali, unificati nel disegno e riconoscibili per la presenza di due cerchi tangenti, l’uno pavimentato, l’altro di aiuola verde.

“Il primo di questi – illustra Giulia Pasquinelli – è situato all’estremità orientale del parcheggio scambiatore, dove il cerchio verde abbraccia una struttura circolare ospitante l’infopoint e i bagni pubblici. Qui dentro nasce il capo del filo rosso e ha inizio il viaggio del turista verso la Piazza dei Miracoli. Il secondo è delimitato dalla ferrovia e da via del Marmigliaio, e si presenta come una grande piazza pubblica su due livelli che ospita la metà delle novanta strutture per la vendita di souvenir, inserite in un disegno che invita il turista a esplorare lo spazio ma anche a sostare sulle lunghe sedute che delimitano le aree verdi. I due livelli ribassati permettono la creazione di un sottopasso, agevolando il turista nel suo percorso verso la Piazza”.

In corrispondenza di largo Cocco Griffi troviamo il terzo nodo, ancora una volta sviluppato su due livelli per permettere il passaggio al di sotto di via Contessa Matilde, spesso trafficata e regolata attualmente da un attraversamento poco sicuro. La concezione è simile a quella dello spazio precedente, con sedute sinuose che si integrano nel disegno del verde e scalinate monumentali su cui prosegue ininterrotto il filo rosso che accompagna il turista tra gli stand.

Proseguendo lungo le mura si entra in piazza Manin, dove il quarto nodo lascia questa volta che l’attenzione del turista sia rivolta unicamente verso la porta di accesso alla Piazza; lo spazio è infatti finalmente libero, caratterizzato solo dalla presenza dell’aiuola circolare inserita nel cerchio più grande dalla pavimentazione scura, alla cui estremità si trova il “gomitolo” che unifica il filo: una sfera rossa di metallo satinato dal diametro di un metro.

Significative, infine, risultano le geometrie circolari caratterizzanti il progetto. “Vogliano ispirarsi a quelle della Piazza – evidenzia Giulia Pasquinelli – : il cerchio infatti è usato non solo per le aiuole presenti in ognuno dei nodi, ma anche come disegno in pianta di infopoint e stand, ognuno pensato come un cilindro amovibile ospitante due espositori”.

“Un’idea concreta – conclude l’avvocato Giorgi – che il Rotary Pisa propone alla città per una discussione finalmente libera dalle contrapposizioni ideologiche e che mira a migliorare realmente uno spazio di tutti e, soprattutto, a rendere architettonicamente bello il biglietto da visita della nostra città”.

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