Un parco da valorizzare e rinnovare. Presentato il nuovo masterplan. Maffei Cardellini: “Una risorsa per la città di Pisa”

PISA – Pur nell’ovvio rispetto della conservazione del Patrimonio Naturale, “Ristrutturazione, Innovazione e Valorizzazione” sono i termini sulla cui base si fonda il Masterplan che configura il futuro del Parco, tant’è che lo stesso nasce sotto lo slogan “San Rossore, fabbrica delle Idee” e che è stato presentato presso Villa Rondò a Cascine Vecchie.

di Giovanni Manenti

Un piano, per la cui realizzazione è stato dato mandato alla “Carlo Ratti ed Associati“, famoso Studio internazionale di Design e Innovazione con Sede a Torino e Filiali a New York e Londra, e che, con l’assistenza dell’Arch. Italo Rota, non fa altro che indicare  le linee guida per dare al Parco di San Rossore una nuova veste più dinamica ed innovativa che porti ad una maggiore e migliore valorizzazione attraverso tutta una serie di interventi che hanno quale punto centrale l’aspetto agricolo mediante la ristrutturazione del patrimonio immobiliare attualmente in disuso, così da poter ottenere unità ricettive, al pari di punti vendita di beni alimentari biologici ed uno studentato nella natura (per il quale hanno già manifestato il proprio interesse sia la Scuola Normale Superiore che la Scuola Superiore Sant’Anna), oltre ad intervento legati alla mobilità ed accessibilità (sia via terra che via mare), senza trascurare l’ipotesi di un diverso utilizzo dell’Ippodromo nel periodo estivo in cui non è previsto il programma di corse.

Giovanni Maffei Cardellini e Maurizio Bandecchi

Un Masterplan che va ad inserirsi nell’ambito di lavori già in corso d’opera – come ad esempio la ristrutturazione della Villa del Gombo, per la quale è in corso la quarta delle cinque tranches previste, al pari del rifacimento del tetto di Cascine Nuove e condutture idrauliche – e che andrà a far parte del Piano Integrato dell’Ente Parco Migliarino, San Rossore e Massaciuccoli, ma con l’enorme vantaggio di costituire una base organica ed unitaria per la cui realizzazione si potrà pertanto usufruire sia di finanziamenti pubblici che privati, qualora questi ultimi fossero interessati a questa importante iniziativa di riqualificazione.

In merito al predetto progetto, l’attuale Presidente del Parco, Arch. Giovanni Maffei Cardellini afferma: “Si tratta di un Piano che riguarda la Tenuta di San Rossore, ovvero il cuore del nostro Parco Regionale, da noi espressamente voluto in quanto abbiamo un grande Patrimonio architettonico da valorizzare e si rendeva pertanto necessaria un’attenzione che andasse aldilà degli interessi locali per le risorse necessarie alla realizzazione degli interventi in esso contenuti, in quanto ci siamo accorti che la Tenuta di San Rossore non può essere gestita con iniziative che non abbiano una visione generale dell’ambiente, ragion per cui abbiamo ritenuto opportuno affidarci ad un grande Studio quale la “Carlo Ratti ed Associati” in modo tale che fossero messe in campo idee innovative che andassero oltre la stretta conservazione“.

Il maggiore contributo fornito da detto Studio“, prosegue il Presidente, “è quello di aver messo a fuoco un’idea di conservazione che non è soltanto statica – atteggiamento tipico delle persone che ritengono che la natura si protegga senza toccarla – poiché anche la natura stessa è in continua evoluzione e pertanto si rende necessario un approccio innovativo che deve puntare a costruire un Parco che sia anche occasione di lavoro e che possa conseguentemente utilizzare tutti i nostri immobili, parte del quali necessitano di ristrutturazione, al fine di ospitare attività tali da farlo diventare anche una fabbrica delle idee, così che si possa comprendere il perché dell’affidamento dell’incarico ad uno Studio affermato a livello internazionale, vista la prospettiva dei grandi investimenti che saranno necessari per rinnovare il nostro Patrimonio edilizio, con conseguente necessità di interlocutori ben oltre i semplici interessi locali, basti pensare al complesso della Palazzina, un edificio di grandi dimensioni in merito al quale servirà un’attenta riflessione circa le funzioni a cui dovrà essere adibito” …
Tengo infine a ricordare“, conclude Maffei Cardellini, “come il Parco sia un’enorme risorsa, nonché un grandissimo lusso che l’intera comunità ha a disposizione, trattandosi del cuore di un’area densamente urbanizzata, come ci stiamo rendendo conto in questo perdurare dell’emergenza sanitaria poiché venire qui a passeggiare rappresenta una meravigliosa oasi nel mezzo alla natura, ma occorre altresì tenere bene a mente che il Parco ha bisogno di mantenersi e quindi di risorse economiche e sia la Regione che i Comuni interessati riducono sempre più il loro contributo, ragion per cui il Piano strategico che abbiamo illustrato si deve inserire nell’ottica di una conservazione innovativa per recepire i fondi necessari alla sua sopravvivenza“.

Una visione, quella di far andare di pari passo conservazione ed innovazione sta particolarmente a cuore al Vice Presidente del Parco Maurizio Bandecchi, il quale afferma: “L’idea che ha ispirato il Masterplan è quella per cui nei Parchi si deve poter sperimentare e far diventare gli stessi dei veri e propri Laboratori per lo sviluppo sostenibile, così da raggiungere quelli che sono gli obiettivi di tutte le Comunità della nostra civiltà proprio a partire dall’idea stessa di Parco, nata sotto il principio della conservazione, funzione che è sì fondamentale, ma che non può rimanere fine a sé stessa, poiché altrimenti si rinuncia a svolgere un ruolo di promozione che serve a tutta la nostra cultura“. “Ecco pertanto“, conclude il Vice Presidente, “come nei Parchi si debba poter imparare e sperimentare determinate attività, a partire dall’agricoltura, che vanno ad aggiungersi alla funzione sacrosanta della conservazione del Patrimonio naturale, così da poter guardare al futuro sia con uno spirito innovativo al pari di un respiro internazionale – ed ecco perché ci siano rivolti ad uno Studio su scala mondiale quale la “Carlo Ratti ed Associati” – al fine di utilizzare nuove tecnologie ecocompatibili già sperimentate in altri Paesi anche su aspetti quali la pista ciclabile sopraelevata piuttosto che le piattaforme galleggianti, il tutto per una visione d’insieme che possa attirare anche l’imprenditoria privata, poiché non è pensabile di finanziare ogni opera con risorse pubbliche, per quella che rappresenta la sfida che ci apprestiamo ad affrontare, ovviamente coerentemente con quelle che sono le impostazioni ed i compiti che si sono dati i Parchi“.

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