Un plebiscito premia Enrico Letta nuovo segretario del PD

PISA – Con 860 voti a favore Enrico Letta è il nuovo segretario del PD. Il politico pisano è stato eletto domenica 14 marzo, al termine dell’assemblea di partito. È l’ottavo segretario della storia del partito arrivato in un momento storico delicato dopo le dimissioni a sorpresa di Zingaretti che Letta cercherà di risollevare in vista dei prossimi impegni elettorali.

“L’emozione non manca a salire di nuovo al Nazareno, più di sette anni dopo”, aveva scritto sui social l’ex premier prima di recarsi in assemblea. “Non serve un nuovo segretario, serve un nuovo PD. Mi metto a disposizione per amore del partito. Noi dobbiamo essere progressisti nei valori, riformisti nel metodo e radicali nei comportamenti. Io sono uno che crede nelle coalizioni: siamo un motore del governo Draghi, ma poi ci saranno le elezioni e noi dobbiamo costruire un nuovo centro-sinistra su iniziativa e leadership del PD“.

CHI È. Enrico Letta è nato a Pisa il 20 agosto 1966, si è laureato in Scienze politiche all’Università di Pisa nel 1994 con la votazione di 110 e lode. Poi ha conseguito il dottorato in Diritto delle Comunità Europee presso la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa. Europarlamentare dal 2004 al 2006 nel gruppo liberaldemocratico, dal 2001 al 2015 è deputato per la Margherita ed in seguito per il PD. Fu Presidente del Consiglio dei ministri della Repubblica Italiana tra il 2013 ed il 2014, il 14 febbraio 2014 rassegna le proprie dimissioni a seguito della sfiducia votata il giorno precedente dalla Direzione Nazionale del Partito Democratico. Il 9 giugno 2015 rinuncia al seggio in Parlamento per dedicarsi all’insegnamento universitario. Dal 1 settembre 2015 dirige la Scuola di affari internazionali dell’Istituto di studi politici di Parigi.

LE REAZIONI.

Andrea Pieroni, Consigliere regionale del Partito democratico alla Regione Toscana, dopo aver votato in qualità di membro dell’Assemblea nazionale che ha eletto il nuovo Segretario Pd ha voluto salutare il nuovo segretario.

“Conosco Enrico da molti anni, abbiamo fatto sempre politica insieme, condividendo valori e idee, per questo ero convinto che sarebbe stata la persona giusta per guidare il partito in questo momento così complesso. E le sue parole così chiare, ferme e incisive sono riuscite a convincere anche molti altri. Quello in Assemblea nazionale Pd è stato un messaggio di speranza e fiducia, senza risparmiare critiche, parlando di giovani e ai giovani, di ambiente ed Europa, della transizione digitale, dei territori, della questione dei diritti delle donne, rilanciando l’importanza di tirare fuori l’orgoglio e non rassegnarsi alla sconfitta. La parola “insieme” come idea della politica in senso collettivo e la scelta strategica delle alleanze come rafforzamento del partito e del centrosinistra. E poi il giusto tributo di riconoscenza a Nicola Zingaretti. Bisogna tornare a discutere dei temi e non di questioni interne di potere; di tornare a riaffermarci sui territori come il “partito della prossimità” e pensare alle piccole-medie imprese, al settore turistico e culturale messi in ginocchio dal Covid-19, allo sport, al preziosissimo mondo del terzo settore. Punti utili ad affrontare le difficoltà che ricadono sulle persone, sui territori. Anche nel nostro. E tornare a discutere in modo costruttivo, per costruire un nuovo Pd, ad esempio con la proposta delle Agorà democratiche. Dovremo tutti rimboccarci le maniche, perché l’Italia non ha mai vissuto un momento più difficile di questo dal dopoguerra: le diseguaglianze sono accresciute e i cittadini si aspettano, giustamente, delle risposte all’altezza, a partire da quelle sul dove e come destinare le risorse di Next Generation Eu. Con le lotte intestine non sapremo dare una prospettiva né al Partito Democratico, né al centrosinistra, né al Paese, ha affermato Letta. Credo che il suo messaggio sia arrivato forte e chiaro e mi aspetto che anche nel nostro territorio, che è anche il suo, si segua con convinzione il percorso da intraprendere che è partito oggi, come ha detto Enrico: con “anima e cacciavite”, con spirito da “progressisti nei valori, riformisti nel metodo” e con “radicalità nei comportamenti”.




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