Una famiglia chiusa in casa in attesa di risposte dalla ASL

PISA – È un momento delicato un pò per tutti. I contagi salgono di giorno in giorno, la paura di un nuovo lockdown è tanta. Molte sono state le lamentele dei nostri utenti che hanno trovato molte difficoltà a mettersi in contatto con la ASL in questi giorni per alcune delucidazioni sulla fine delle positività sui bambini rimasti a casa causa Covid-19.

Il racconto di una madre rimasta rinchiusa in casa insieme al figlio.


Il mio bimbo frequenta la seconda elementare – spiega Claudia – la classe viene messa in quarantena il 4 ottobre, i bambini tutti sottoposti a tampone il 5, il risultato arriva il 7, e cinque bambini sono positivi; finiscono in isolamento con le famiglie (noi facciamo parte di questo gruppo), gli altri bambini rimangono in quarantena, alla fine della quale saranno ri-sottoposti a tampone (e altri 2 bambini verranno trovati positivi)”.

Lo stesso giorno, il 7 ottobre veniamo contattati dall’ASL di Pontedera, dipartimento di Igiene, per il tracciamento contatti, e vengono emessi i certificati di quarantena per i contatti. Dopo alcuni giorni riusciamo ad avere appuntamento per i tamponi per me e per il babbo: tampone eseguito l’11 ottobre. I risultati arriveranno però solo il 15 e il 16, io risulto positiva, mentre il mio compagno è negativo. Dopo qualche altro giorno altra telefonata alla ASL per fissare i tamponi di controllo del bambino (siamo già oltre il 12 ottobre, data della circolare del Ministero della Sanità che però non si sa per quale motivo, non viene applicata dal dipartimento, che infatti mi fissa due tamponi invece di uno, nonostante io faccia presente all’infermiera che c’è questa circolare). I tamponi ci vengono fissati per il 17 e il 19 ottobre e purtroppo sono ancora positivi. Lunedì 19 ultimo contatto (più formale che altro) per il “contact tracing”, relativo alla mia positività. Da allora tutto tace, i telefoni squillano a vuoto oppure entra il risponditore automatico, alle mail o non rispondono oppure arriva la risposta automatica che non hanno tempo di rispondere in tempi ragionevoli, che verranno attivate delle caselle di posta specifiche presidiate (delle quali però ad oggi non c’è ancora traccia). In estrema sintesi la mia famiglia ha bisogno:

di capire come deve essere gestita la positività di lunga durata di mio figlio, ed eventualmente di fissare un ulteriore tampone per lui. Infatti la stessa circolare citata prevede che dopo 21 giorni dall’accertata positività la persona possa essere dichiarata guarita, ma chi è che deve/può dichiararlo? Sempre ASL, e quindi si torna al problema di poterli contattare

di capire come e quando potrà rientrare a scuola, e di avere (al momento opportuno) il certificato di guarigione, perchè il nostro pediatra ha detto che lui non lo rilascia e di rivolgermi all’ASL

di fissare il tampone per me (e forse è la cosa più semplice, perchè il mio medico di base, nonostante non sia la procedura corretta, ha dato disponibilità a fare la prescrizione in modo che possa fissarlo sul sito prenotatampone)

di capire come gestire il caso del mio compagno, quando potrà essere libero di uscire di casa, e di avere una risposta univoca in merito a tempi da rispettare e tamponi da fare o no e quando”.

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