Ungulati a Montecatelli Pisano: il caso assurdo e la rabbia di due aziende agricole

PISA – Razzie quotidiane, raccolti distrutti, danni per migliaia di euro, risarcimenti-elemosina e tanta rabbia . ituazione sempre più esplosiva nella campagna di Montecastelli Pisano, a confine con la provincia di Siena, dove due aziende agricole sono costrette a convivere quotidianamente con gli insostenibili blitz di branchi affamati di cinghiali, caprioli e lupi.

La vicenda di Montecastelli Pisano ha però anche un contorno grottesco che si affianca ad un’emergenza ancora irrisolta che sta vivendo tutta la Toscana agricola: le scorribande di cinghiali provengono da un terreno di proprietà della Regione Toscana abbandonato ed incolto. Una sorta di “riserva” che sta mettendo a rischio la sopravvivenza di due aziende modello nel settore della cerealicoltura e dell’allevamento della pregiata razza Calvana. E’ Coldiretti a farsi portavoce delle due aziende associate impotenti di fronte all’azione fuori controllo degli ungulati.

“La situazione di Montecastelli Pisano ha contorni incredibili – commenta Fabrizio Filippi, Presidente Coldiretti Pisa in continuo pressing sulla Regione Toscana – i raccolti dell’azienda sono decimati da cinghiali e caprioli ed i risarcimenti non sono certo le soluzione perché inconsistenti rispetto al danno subito. Il caso di Montecastelli Pisano è l’esempio plastico di una situazione border-line. I cinghiali non trovando cibo si spingono dal bosco oltre i terreni incolti e raggiugono ogni giorno i campi seminati delle due aziende mangiando e devastando le coltivazioni. La Regione Toscana deve intervenire sia sulla manutenzione del terreno, eliminando l’area incolta e la vegetazione, sia sotto il profilo dei prelevamenti”.

Le testimonianze choc di Fausto Cantini e Roberto Deiana sono lì a dimostrare che il problema non è mai stato preso in considerazione. “Non voglio l’elemosina del risarcimento – spiega Cantini che ha un’azienda specializzata nella produzione di orzo, avena, grano, circa 80 ettari – e non voglio più subire danni. Le aziende agricole sono diventate dei ristoranti per cinghiali, daini e caprioli. Negli ultimi due anni non stiamo facendo vita. Ogni mattina troviamo interi appezzamenti devastati. Se andiamo avanti di questo passo l’agricoltura che tanto decantano scomparirà”.

Deiana ha un’azienda zootecnica che alleva esemplari di razza Calvana. I costi dei foraggi, che prima produceva in maniera indipendente, aggravano il bilancio dell’azienda. “La produzione di foraggi è più che dimezzata – spiega Deiana – e sono costretto ad acquistarli quando potrei essere autosufficiente. La trovo un’assurdità: ho i terreni, li coltivo ma non posso raccogliere perché i cinghiali si mangiano tutto. Il risarcimento è una presa in giro. Non so cosa stiano aspettando la Regione Toscana e l’Atc ad intervenire”. Per Aniello Ascolese, Direttore Coldiretti Pisa “l’emergenza ungulati continua ad essere in cima alla lista per l’agricoltura. I danni subiti dall’agricoltura superano ormai i 20 milioni di euro all’anno. Sono una vera e propria calamità”.

Per informazioni www.toscana.coldiretti.it e pagina ufficiale Facebook e @coldirettitosca

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