Vaccini in Toscana, tra ritardi e criticità. Le segnalazioni di CittadinanzaAttiva

PISA – Troppi i ritardi sulle vaccinazioni in Toscana, che si trova agli ultimi posti come vaccini agli Over 80, come ci segnala CittadinanzAttiva Tribunale per i Diritti del Malato Pisa, che ha scritto anche al Presidente della Regione Eugenio Giani e che ha analizzando le criticità del momento, dopo aver ricevuto migliaia di segnalazioni.

I ritardi registrati nella campagna vaccinale, i meccanismi complessi, l’incertezza delle tempistiche e delle modalità di prenotazioni di test diagnostici e vaccini, le informazioni che si accavallano, i bollettini che si susseguono con dati che assumono significati variabili nei diversi contesti e nelle diverse giornate contribuiscono a creare situazioni di incertezza e angoscia tra le persone. Chiediamo – continua la nota di CittadinanzaAttiva – alle istituzioni di volere porre attenzione a non diffondere questa nuova patologia di ‘annuncite’, a volte contagiosa e nociva più del Covid. Nelle nostre sedi di CittadinanzAttiva – Tribunale per i Diritti del Malato i cittadini si rivolgono, non solo per denunciare ritardi o disguidi, ma per trovare il tempo di ascolto e il tempo dell’informazione“.

Le scelte della Regione Toscana sono state di affidare, dopo la prima fase di immunizzazione del personale sanitario e quindi del personale e degli ospiti delle RSA, ai medici di medicina generale la vaccinazione dei loro assistiti, secondo le modalità illustrate dall’Assessore alla Salute Bezzini, basate su criteri demografici, di gravità, e di caratteristiche dei vaccini utilizzati, con un accordo ‘strategico’ con i medici di famiglia per le vaccinazioni degli over 65 anni. Favorendo con chiamata diretta gli over 80, il modello avrebbe dovuto permettere di vaccinare fino a 18 mila pazienti al giorno, per un numero progressivamente crescente di giorni la settimana: purtroppo i risultati sono stati inferiori alle aspettative, tanto che la Regione Toscana è oggi agli ultimi posti in Italia per quota di over 80 vaccinati. E’ facile fare critiche, mentre non è facile dare consigli, ma dalle decine di segnalazioni che noi come Associazione di Tutela quotidianamente riceviamo, emergono alcune osservazioni che riteniamo opportuno porre all’attenzione del decisore politico della Regione. Ci chiediamo se sia possibile ovviare alla corsa alle prenotazioni del vaccino, quando potrebbe essere più agevole semplificare i percorsi, utilizzando i database dell’anagrafe sanitaria incrociati con le esenzioni per patologia dei cittadini residenti (che potrebbero essere eventualmente integrati con le segnalazioni dei medici di medicina generale o degli specialisti che hanno in cura particolari categorie di pazienti – esempio i superfragili), chiamando le persone a vaccinarsi il giorno x all’ora y nel luogo indicato, salvo rinuncia, con un preavviso di circa una settimana e una congrua lista di riserva disponibile. Questo potrebbe ridurre l’intasamento dei call center e delle piattaforme di prenotazione e creare un vero collegamento tra struttura ospedaliera e territorio”.

La prenotazione dei vaccini per i pazienti con handicap e i loro caregiver dovrebbe potere essere contestuale sulla stessa piattaforma, per evitare di vaccinare i primi e non i secondi (o viceversa). I pazienti ricoverati negli ospedali (per cause non-Covid) potrebbero probabilmente essere vaccinati in gran parte dal personale ospedaliero durante la degenza. Ci è stato segnalato spesso che il personale sanitario negli ospedali addetto alle vaccinazioni è ampiamente sottoutilizzato“.

I volontari delle associazioni che operano all’interno delle strutture ospedaliere, inattivi forzatamente da un anno, dovrebbero riprendere il loro prezioso servizio qualora potessero essere vaccinati. I nostri volontari di Cittadinanzattiva – Tribunale per i Diritti del Malato potrebbero così essere autorizzati a riprendere la loro attività di tutela, indispensabile nell’attuale contesto pandemico. Riteniamo fondamentale una informazione corretta e univoca, che molto spesso gli stessi call center della Regione e delle Aziende Sanitarie e Ospedaliere non sono stati, e non sono tuttora, in grado di dare circa la campagna vaccinale e anche riguardo ai servizi sanitari per i malati non-Covid, che sempre esistono, e stanno anch’essi pagando un altissimo prezzo dell’attuale situazione sanitaria“.

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