Valeria Antoni (M5S) sulla crisi di Palazzo Gambacorti: “Un ricompattamento Fontanellicentrico”

PISA – “Questa settimana si apre con la falsa notizia della risoluzione della crisi di giunta, dopo la defezione del fondamentale assessore alla cultura.

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Per fare un passo indietro infatti il Partito non Democratico ci voleva far credere che la defezione di una forza del 3 % in città avrebbe determinato una crisi epocale. Sel, responsabile di tutte le nefandezze finora svolte da questa amministrazione.

Non amiamo particolarmente sel e a Pisa riteniamo che sia la foglia di fico della sinistra o meglio la sinistra ornamentale, che si occupa della pace nel mondo ma non degli sfratti o dei campi rom.

Il Pd a Pisa ha giocato al tutto e per tutto e le correnti interne alla maggioranza, da venticelli, sono diventi cicloni che non possono essere più contenuti. Per chi ha lo stomaco di seguire i lavori nelle Commissioni del Consiglio Comunale può farsi un idea della tenuta dei nervi di alcuni consiglieri, da una parte i giovani che onestamente si rimboccano le maniche e provano ad ascoltare le opposizioni e dall’altra i duri e puri che viaggiano a colpi di arroganza.

L’approvazione del Regolamento sul rumore ha visto insieme al documento sulla piattaforma europa, la separazione di questi due fronti interni che non sono collegati più a cuperliani, lettiani, bersaniani e renziani, ma a che vuole lavorare per la città e chi ha mire personali o personalistiche.

Oggi Filippschi ricompatta sui giovani vecchi la sua giunta dando credito a chi pensa che sia Fontanelli a guidare la città nomina due fontanelliani doc, uno calabrese,l’unico che venne bocciato in pagella da un quotidiano locale per la pessima gestione del commercio.

In un momento di crisi con la società dei trasporti si affida a un assessore già poco capace la delicata questione del Ctt nord, come se la vicenda dei bancarellai non fosse servita nemmeno per riflettere.

L’altro l’asso pigliatutto del blasonato segretario cittadino tant’è che lavora nella partecipata delle partecipate a chiamata diretta,quando si dice la fortuna!

Questo ricompattamento fonatenellicentrico indica come la politica a Pisa non sia gestita dalle persone sulle persone ma le radici sono altrove a Roma o a Rignano sull’Arno piuttosto che a Bientina sicuramente non per il bene della città. Attendiamo di vedere come il nuovo assessore alla cultura Andrea Ferrante, noto per i suoi legami con il fervente mondo culturale pisano, incida sulla città”

Fonte: Valeria Antoni – Capogruppo M5S

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