Variante Stadio. Maurizio Nerini risponde a Legambiente e Fiab

PISA – Sollecitati da una lettera inviata al Gruppo Consiliare Noi Adesso Pis@ Fratelli D’Italia da parte di Legambiente Pisa, Associazione che ringraziamo, prendiamo l’occasione, ancora una volta, di chiarire questioni che per Noi sono assodate da tempo, ma che evidentemente non abbiamo saputo spiegare bene, in merito alla sulla “variante stadio” che sarà prossimamente discussa in Consiglio Comunale.

Per prima cosa sarebbe più corretto definirla con la dizione esatta della proposta di delibera, ossia: “Riqualificazione Funzionale ed Ambientale dell’Arena Garibaldi – Stadio Romeo Anconetani – Approvazione, ai sensi dell’art. 19 Della L.R. N. 65/2014 della variante al Piano Strutturale e al Regolamento Urbanistico; anziché definirla in sintesi “variante stadio”, sarebbe più “azzeccato” forse chiamarla “variante Porta a Lucca”.

Siamo concordi quindi che è un’occasione per riqualificare il quartiere di Porta a Lucca con beneficio dell’intera città.

Se nessuno se ne fosse ancora accorto parecchie delle osservazioni presentate sono state accolte in molte delle loro parti, ma certamente la presentazione di “osservazioni-fotocopia” non ha agevolato il lavoro della Prima Commissione a discapito proprio di tutti i possibili contribuiti: non è che se una cosa viene ripetuta più e più volte diventa vera.

Per facilitare la comprensione estremizzeremo l’esposizione schematica per punti richiamati dalla FIAB:

  • la previsione di 16mila spettatori è solo la capienza massima, una volta gli spettatori erano in numero davvero maggiore (esattamente il doppio), non si determina quindi nessun aumento
  • le previsioni di aumento di traffico sono state ampiamente studiate sia per il quotidiano che per i giorni degli eventi, con un carico urbanistico sicuramente inferiore, almeno nel quotidiano, a quello previsto dalle norme attuali che vedevano un nuovo quartiere residenziale al posto dello stadio
  • le idee devono precedere sempre i soldi: si accede ai fondi regionali con una variante completa di tutto, come quella che andiamo ad approvare, che preceda logicamente tutti gli altri piani compreso il Piano Urbano per la Mobilità Sostenibile
  • le previsioni della “variante Porta a Lucca” sembrano di fatto orientate a un miglioramento della situazione nel quartiere di Porta a Lucca, se non altro perché si esamina tutto il territorio e non solo una struttura al suo interno
  • lo studio commissionato da Pisamo rileva che gli stalli per sosta auto disponibili nel quartiere sono sufficienti per residenti, i quali sono però vittime della sosta selvaggia durante gli eventi sportivi
  • l’ utilizzo dei parcheggi scambiatori perimetrali in rete con piste ciclabili, la creazione di percorsi piacevoli e sicuri per pedoni e ciclisti, i bus navetta, fanno parte delle nostre idee realizzabili tenendo conto della conformazione della città e sono tutte contenute negli studi allegati. È sufficiente leggerli: è nostro desiderio davvero che questi sistemi siano l’occasione per avviare il cambiamento per una Nostra idea di città
  • ricordando che gli spazi incolti non sono da considerare aree permeabili sempre, tutt’altro… Le aree verdi a fianco dei parcheggi scambiatori sono tutelate a prescindere, anzi sono incrementate come prevede la variante in numero e consistenza del verde ripiantumato
  • la variante riporta ad uso agricolo migliaia di metri quadrati di territorio a Ospedaletto e mantiene lo stadio “banalmente” dove è: sono pertanto nettamente infondate le accuse di consumo di altro suolo, perché addirittura si va in direzione opposta.
  • le “opere di mitigazione” già indicate chiaramente come indice di garanzia, serietà e lungimiranza, è palese che saranno a carico di chi costruirà stadio
  • In merito al discorso sul  Centro Culturale Islamico  abbiamo sempre coerentemente detto che ne facciamo un problema prettamente urbanistico: la previsione del Centro in quel luogo era palesemente sbagliata, per Noi rappresentava una forzatura compiuta dalla precedente amministrazione che ha indotto in errori grossolani di valutazione
  • Il fatto che, cambiando legittimamente la destinazione d’uso tornando a quella originale per la scheda in oggetto si recuperino spazi per la sosta auto, è solo un punto a favore della scelta operata nell’ottica di un riqualificazione totale
  • quindi nessun impedimento del diritto costituzionale di libertà di culto: del resto in città ci sono altre aree da destinare al culto.
  • si dovrebbe sapere che il piano economico finanziario della realizzazione dello stadio, anche se è l’opera più onerosa, non può far parte di una variante che attiene agli aspetti urbanistici
  • con il conferimento dello stadio ad un fondo immobiliare solleverebbe da rischi la parte pubblica: il Comune non avrebbe più gli enormi costi di mantenimento e quelli della inevitabile messa in sicurezza delle attuali strutture
  • inoltre il fondo immobiliare sarà logicamente garantito da enti legati allo stato con regole stringenti di accesso ai fondi e per il successivo controllo finanziario
  • il progetto dello stadio legato alla presenza degli spazi commerciali per Noi è una ulteriore garanzia di successo e volano di sviluppo del quartiere
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