Variante Urbanistica: una necessità o una scelta politica? Le parole di Conti dopo l’assemblea pubblica

PISA – Clima non proprio teso, ma abbastanza accalorato, quello che ha caratterizzato l’incontro svoltosi nel pomeriggio di lunedì 14 gennaio in Largo Petrarca, presso la sede della Circoscrizione n.5, in merito all’illustrazione, da parte del Sindaco Michele Conti, dell’Assessore all’Urbanistica Massimo Dringoli e dell’Arch. Marco Guerrazzi, della variante urbanistica in merito alla quale sarà provveduto all’esproprio dell’area di via del Brennero, attualmente di proprietà della Comunità islamica, la quale aveva presentato il progetto per costruirvi una Moschea, per adibirla a parcheggio ed area a verde.

di Giovanni Manenti
Luogo che si è dimostrato inadeguato ad accogliere tutti coloro che volevano prendervi parte, con altrettante persone pari a quelle entrate ad ascoltare da fuori l’edificio, per poi assistere all’illustrazione da parte dell’Assessore Dringoli – con apposite slides – del processo di formazione della variante e delle tempistiche dell’intero procedimento rispetto alla citata zona attualmente destinata ad area di culto.
Quello che, in pratica, viene evidenziato, è come l’area non abbia i requisiti idonei a quelli richiesti e, pertanto, con la variante urbanistica in esame, la stessa non venga altro che riportata ai tempi di quella presente nel 2009, facendo sì che, nella zona tra via del Brennero e via Chiarugi, possa trovare spazio un’area destinata a parcheggio e verde pubblico.
In particolare – precisa l’Assessore Dringoli – stupisce il fatto di come nella variante approvata nel 2012 dalla precedente Amministrazione, sia stata prevista la costruzione di un edificio (la Moschea in questione, ndr) quando l’area su cui doveva essere edificata aveva già delle criticità tali, in tema di carenza di servizi e di impatto ambientale in relazione alla convergenza di varie arterie stradali nella zona, da renderne problematica la realizzazione“, così che, dopo un primo esame da parte del Collegio del paesaggio, il quale ha chiesto alcuni documenti integrativi alla Comunità islamica, sono stati presentati i vincoli per dare inizio alla fase di esproprio, in merito alla quale è peraltro possibile presentare eventuali osservazioni sino a venerdì prossimo 18 gennaio.
Tale incontro è stato voluto dall’Amministrazione Comunale (ad assistere al quale era altresì presente, in sola veste di spettatore, anche l’On. Edoardo Ziello) quale strumento di garanzia per una corretta informazione e partecipazione più ampia possibile da parte della cittadinanza sui temi urbanistici della città, e proprio sul significato di “partecipazione” si è verificato il confronto dialettico con le persone presenti, in quanto il Primo Cittadino ha più volte ribadito, sino alla noia, che questa assemblea sia stata indetta sulla base della Legge Regionale n.65/2014 che invita le Amministrazioni a partecipare ai cittadini le proprie scelte, mentre da parte di una parte della platea è stato contestato come la stessa non potesse “partecipare”, appunto, a tali decisioni, ma solo ascoltare e subirle passivamente.
In particolare, uno dei presenti, ha voluto precisare come, secondo lui, “partecipare non voglia dire comunicare decisioni già prese, bensì condividere percorsi e rimetterle eventualmente in discussione qualora emergano argomenti da parte dei cittadini presenti, e, pertanto, vorremmo sapere se, alla luce di quanto sta emergendo in questa assemblea, avrete intenzione di ripensarci oppure continuare sulla vostra strada, circostanza che comporterebbe una violazione delle norme previste dalla Legge Regionale sulla partecipazione“.
Una presa di posizione confutata dal Capo di Gabinetto del Sindaco, Massimo Donati, il quale ha tenuto a precisare come: “la citata Legge regionale preveda che i cittadini siano informati, nell’ambito delle decisioni eventuali che una Amministrazione Comunale, nella sua Autonomia politica e tramite i suoi organi (Giunta e Consiglio comunale) assume e di cui ne è pienamente responsabile, pur essendo chiaro che, di fronte ad una discussione ed all’emergere di elementi innovativi nell’ambito della stessa, ne possa tenere conto nelle proprie valutazioni“.
Poiché, in pratica, sia il Sindaco che l’Assessore Dringoli non hanno risposto in maniera esaustiva, ma interlocutoria alle precise domande ad essi formulate circa, in particolare, se siano da prevedere penali o ricorsi a carico dell’Amministrazione per il prospettato esproprio, così come, sul piano urbanistico, si possa considerare l’area in esame non adatta per un luogo di culto quando, viceversa, è in corso un progetto di ristrutturazione dello Stadio e di riqualificazione del quartiere che avrebbe lo stesso tipo di problematiche, la questione si è poi logicamente trasferita su di un piano strettamente politico, alimentata dall’ex Assessore della Giunta Filippeschi Dario Danti, il quale ha ricordato come uno dei “cavalli di battaglia” della campagna elettorale della Lega fosse proprio quello di evitare la costruzione della Moschea a Porta a Lucca e chiedendo, visto che in termini molto generici, sia l’Assessore Dringoli che l’Arch. Guerrazzi, hanno affermato esservi la possibilità di adibire altre aree a detta necessità, fosse già stata individuata una zona ben precisa, circostanza che. come evidenziato da un altro dei presenti, consentirebbe di negoziare i termini dell’esproprio con la comunità islamica evitando il rischio di ricorsi e possibili penali che andrebbero poi a ricadere sui cittadini.

“È appena terminata un’assemblea pubblica, partecipata e dibattuta, sulla variante urbanistica di Porta a Lucca che riporterà a parcheggio e verde pubblico uno spazio inadeguato a ospitare un luogo di culto”, dice il Sindaco di Pisa Michele Conti. Abbiamo dimostrato, a differenza di chi ci ha preceduto, che sulla pianificazione del territorio non ci sottraiamo al confronto con i cittadini, anche su temi spinosi come questo. Adesso la discussione si sposta nelle commissioni competenti e poi in consiglio comunale che si esprimerà sull’adozione e poi sull’approvazione dell’atto.

 

Gli obiettivi della variante sono chiari:

– individuare destinazioni urbanistiche per la zona che non comportino un aumento del carico urbanistico sull’area senza sovraccaricarla di ulteriori funzioni a livello sia cittadino che comprensoriale;

– garantire un’adeguata dotazione di parcheggi all’area del CUS che presenta attualmente una notevole carenza di posti auto in relazione ai volumi di traffico generati dalla struttura sportiva e, al tempo stesso, razionalizzare l’offerta di posti auto attraverso l’adeguamento degli attuali parcheggi;

– privilegiare delle azioni di governo del territorio dirette ad incrementare e migliorare la dotazione complessiva di verde urbano comprendente aree verdi di quartiere, parchi urbani, corridoi verdi di connessione ecologica, aree agricole periurbane a valenza multifunzionale in relazione anche all’attuale sistema di verde e spazi pubblici. Andremo avanti con l’approvazione della variante urbanistica di Porta a Lucca nel rispetto delle leggi, della trasparenza e degli impegni presi con i cittadini per fare il bene della nostra città”.

L’impressione è che, come si dice in questi casi, non si possa che citare il vecchio adagio: “arrivederci alla prossima puntata”.
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