Vecchioni al Teatro Verdi per un concerto di rara intensità emotiva

PISA- Vivere per scrivere, per trovare le parole in cui anche gli altri possano riconoscere i loro pensieri, un sentire comune, una condivisione dell’esperienza vissuta, sia questa gioia, dolore, amore, disperazione o smarrimento davanti all’incomprensibile.

di Sabrina Agonigi

E poi mettere in musica questa ricerca e cantarla per una vita intera “perché se qualcuno mi dice – Roberto, sembra che tu mi conosca, in quella canzone per come ho vissuto ci sono anche io- ecco, quando succede questo so di aver portato a termine un buon lavoro”.

Così si è raccontato martedì sera un Vecchioni in grande forma, durante uno degli intermezzi confidenziali che arricchiscono la scaletta del “Io non appartengo più” tour: 15 tappe che stanno toccando i teatri delle principali città italiane per promuovere il suo ultimo album- dal titolo omonimo- uscito lo scorso ottobre per la Universal Music.

vecchioni al verdifoto di Silvano Patacca

Vecchioni non si è certo risparmiato e tra una canzone e l’altra delle diciotto scelte dal suo vasto repertorio – passato e presente – ha trovato il tempo di ironizzare col pubblico, di provocarlo sull’uso smodato delle nuove tecnologie: “vi immaginate Voltaire ai tempi di twitter? Per quanti assurdi messaggi sarebbe ancora disposto a morire?”. Presentando e raccontando la genesi dei suoi testi sono affiorati i suoi amori, le amicizie di una vita, la passione per la poesia e per l’impegno civile e politico che da sempre lo contraddistingue.

Ad accompagnarlo in tour c’era la sua storica band, diretta dal Maestro Lucio Fabbri e composta da Massimo Germini alle chitarre, Roberto Gualdi alla batteria, Marco Manganelli al basso e al trio d’archi, viola violino e violoncello, rispettivamente Chiara Scopelliti, Costanza Costantino e Riviera Lazzeri.

Dopo oltre due ore di spettacolo, richiamato dagli applausi, è uscito per omaggiare il pubblico con un lungo bis e terminare il concerto con un nuovo suggestivo arrangiamento della storica ‘Samarcanda’ che, per sua stessa ammissione, adesso non riscriverebbe più, avendo maturato col tempo la convinzione che l’Uomo è più forte del Destino.

You may also like

By