Vendiamo il Colosseo. Il nuovo libro di Luca Nannipieri, con Il Giornale

PISA – Esce un libro fortemente provocatorio, dal titolo “Vendiamo il Colosseo“, del critico d’arte Luca Nannipieri, in allegato al quotidiano Il Giornale, dal 27 luglio nella collana Fuori dal Coro.

Il libro, che ha come sottotitolo “Perché privatizzare il patrimonio artistico è il solo modo di salvarlo“, parte da una domanda: perché il cancro accetti che ti venga curato da un ospedale privato, mentre il sito di Pompei lo vuoi conservato e gestito dallo Stato? Perché le medicine, le bottiglie d’acqua, le penne, le auto, le squadre di calcio, gli aerei, i ristoranti, i libri, accettiamo che vengano gestiti dal libero scambio e competizione tra individui, mentre invece il Colosseo, Pompei, gli Uffizi, i luoghi monumentali devono continuare ad essere tutelati, gestiti e sorvegliati dall’ente pubblico? Perché accettiamo che l’acqua, che è l’elemento primario della vita, venga depurata, convogliata, imbottigliata da aziende private mentre invece vogliamo che la Pinacoteca di Brera continui ad essere governata dallo Stato?

Il libro “Vendiamo il Colosseo” fa pendant con gli altri due volumi di Nannipieri, già usciti con il quotidiano Il Giornale, ovvero “Il soviet dell’arte italiana. Perché abbiamo il patrimonio più statalizzato e meno valorizzato d’Europa” e “L’arte del terrore. Tutti i segreti del contrabbando internazionale di reperti archeologici”.
Nel libro in uscita, si avanza la proposta eversiva di togliere alle autorità pubbliche, di per sé burocratiche, elefantiache e lontane, il patrimonio storico artistico per riconsegnarlo ai cittadini, alle loro aggregazioni, fatte di associazioni, comitati, cooperative, fondazioni, aziende, srl, spa, così da permettere ai loro desideri, passioni, ideali, slanci, di trasformare i luoghi d’arte e di cultura, così come i luoghi del vivere, secondo le loro volontà, non secondo quanto decidono autoritariamente gli organismi tecnico-burocratici delle soprintendenze statali che non hanno alcuna legittimazione nello scenario delle città e della cittadinanza. Un libro dunque di denuncia e di proposta.

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