Venerdì 21 ottobre taglio del nastro alla Stella Maris delle opere degli artisti Piero Mochi e Giovanni D’Aria

CALAMBRONE – Un pesce “double face” e una barca. Sono le opere che saranno inaugurate nella cerimonia in programma al IRCCS Fondazione Stella Maris venerdì 21 Ottobre alle ore 14,30, presso ‘’L’Orto dei Sensi“, il giardino realizzato nell’area verde dell’edifico Virgo Fidelis, in viale del Tirreno 341 a Calambrone.

imageTutto ha avuto inizio con la visita che il pittore e scultore Piero Mochi ha fatto alla Stella Maris. Accompagnato dall’educatore Gianluca Giunchiglia l’artista Piero Mochi ha conosciuto i ragazzi che seguono il Progetto “Orto dei sensi” all’interno dell’UO4 diretta dalla dottoressa Patrizia Masoni. Da questo incontro è nata una collaborazione tra l’artista ed i ragazzi: l’idea di creare a più mani un grande pesce, attraverso l’assemblaggio di legni reperiti nella battigia del mare.

Il pesce è stato trattato dai ragazzi su entrambi i lati con smalti ad olio: i colori e le geometrie sono state scelte con l’intento di differenziare ciascun lato come se fossero due pesci. L’opera ha trovato collocazione nei pressi dell’orto giardino proprio su indicazione dell’artista. Questa felice contaminazione culturale ha positivamente contagiato gli operatori della Stella Maris. Giovanni D’Aria, custode e addetto alla manutenzione della Fondazione, ha costruito una piccola barca “segnavento” – una struttura in legno – come cornice di sostegno delle due opere.

imagePer ringraziare i due amici della Stella Maris il 21 ottobre si terrà una festa insieme a tutti gli operatori, i genitori e i ragazzi ospiti presso l’Istituto.Saranno presenti l’artista Piero Mochi e Giovanni D’Aria, il Presidente Giuliano Maffei, il Direttore Generale Roberto Cutajar, il Direttore Sanitario Giuseppe De Vito, il Direttore Scientifico Giovanni Cioni, i Direttori delle UO e tutti gli operatori della Stella Maris.

Piero Mochi, classe 1940, di Livorno, inizia a dipingere all’età di sedici anni. Ha frequentato l’Accademia d’Arte “Trossi Uberti” e nel 1966 fonda insieme a Umberto Allori, Mario Bonsignori e Roberto Saviozzi il “Gruppo Attias”. Per vent’anni le sue opere lo vedono impegnato nella denuncia di alcuni problemi relativi all’ambiente, il sociale, il lavoro ed i diritti. In seguito fonda lo “Studio 2” insieme a Paolo Netto. Dopo un lungo periodo di riflessione, anche a causa di problemi di salute, si trasferisce in campagna, e immerso nella Natura inventa un tipo di scultura, che definisce “assemblaggio”, che lo vede impegnato nella costruzione di pesci di legno.

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