Venerdì inaugurazione della stagione teatrale con “SARTO PER SIGNORA” protagonista Emilio Solfrizzi

PISA – Seicentoventotto abbonamenti (con un incremento dunque del 7,5% rispetto allo scorso anno), 1.416 biglietti venduti nei primi due giorni di apertura del botteghino

Si apre sotto i migliori auspici la nuova Stagione teatrale pisana, frutto della proficua collaborazione fra la Fondazione Toscana Spettacolo onlus e la Fondazione Teatro di Pisa che, per il settimo anno consecutivo, firmano insieme il cartellone. L’inaugurazione è all’insegna del sorriso, con una compagnia e un regista di livello, in tournée con un’intramontabile capolavoro del primo Feydeau: SARTO PER SIGNORA, in scena venerdì 23 e sabato 24 ottobre al Teatro Verdi, entrambe le sere alle ore 21, protagonista Emilio Solfrizzi, regia di Valerio Binasco (suoi anche la traduzione e l’adattamento teatrale della pièce). Nel cast Anita Bartolucci, Fabrizio Contri, Cristiano Dessì, Barbara Bedrina, Lisa Galantini, Simone Luglio, Elisabetta Mandalari e Giulia Weber.

Scambi d’identità, bugie e amori adulterini sono fra gli ingredienti principali di SARTO PER SIGNORA, esilarante commedia degli equivoci ambientata a Parigi. Il titolo richiama la falsa identità assunta dal fedifrago dottor Molineaux che, pur fresco di matrimonio, tradisce la moglie con un’avvenente signora, e per poter incontrare la sua amante senza destare alcun sospetto si finge sarto, creando così una serie di simpatiche ed esilaranti gag che coinvolgono tutti i protagonisti della pièce. Una comicità amplificata dal virtuosismo tecnico dell’autore capace di assommare colpi di scena comici ed equivoci con la precisione di un chirurgo, dote che lo hanno reso il re del vaudeville. Un magistrale ritratto della borghesia della Belle Époque da cui emerge il gusto di Feydeau per le situazioni assurde e surreali, un gusto finissimo che pone il suo teatro fra quello dei grandi autori europei dello scorso secolo. Per molti versi ancora attuale: perché è, sì, un gioco di incomprensioni, ambiguità e tradimenti, ma, soprattutto, un’acuta, lucidissima critica alla società.

«È talmente pura l’arte comica di Feydeau – annota Valerio Binasco – che molti miei colleghi ne restano imbarazzati. Io invece ritengo Feydeau uno dei più grandi autori del mondo. Il fatto, poi, che abbia scritto soltanto esilaranti commedie di situazione, che già alla sola lettura fanno ridere perché stimolano irresistibilmente l’immaginazione scenica, lo colloca nel ristretto numero degli autori teatrali ‘puri’, che non fanno letteratura, ma grande Teatro. C’è una poesia tutta speciale, nell’arte di far ridere. Ed è la poesia dei ‘caratteri’. Dell’umanità stramba. Che si ficca in situazioni impossibili, e ne esce all’ultimo secondo con un impossibile balzo. E’ il balzo che tutti vorremmo saper fare. Lo sguardo di Feydeau sui temi più importanti della vita (come l’amore, il matrimonio, il successo sociale ) è talmente immorale e superficiale, che sembra riscattare beffardamente la pesantezza della vita.». Scene di Carlo De Marino, costumi di Sandra Cardini, disegno luci di Pasquale Mari, produzione di Roberto Toni per ErreTiTeatro30.

Un Feydeau che – com’è stato annotato da Rodolfo Di Giammarco nella sua recensione – grazie alla regia di Binasco e all’eccellente compagnia, a partire da Emilio Solfrizzi, cessa di essere il Feydeau della calligrafia e dello stereotipo; un pastiche d’autore, con sornioni umorismi dell’altroieri. Pochi i biglietti rimasti disponibili. Con Emilio Solfrizzi, la compagnia e il regista Valerio Binasco è anche previsto un incontro: nella platea del Teatro sabato 24 ottobre, alle ore 18.45; coordinerà il giornalista Alessio Giovarruscio.

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