Venerdì la presentazione di “Una Stazione Senza Nome” al Bastione San Gallo

PISA – Domani, Venerdi 31 luglio alle ore 19, nella terrazza del Bastione Sangallo verra’ presentato “Una Stazione Senza Nome” scritto da Arnaldo Chisani.

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Alla presentazione del volume parteciperà anche il Vicesindaco Paolo Ghezzi. Ad introdurre il libro Stefano Mecenate, titolare della casa editrice Sidebook e Rudia Tallone che ha seguito con l’Autore la genesi dell’opera in qualità di consulente.

Chi lo conosce e lo apprezza come pittore e scultore, non si meraviglierà troppo della natura di questo romanzo che ha l’Arte e gli artisti, seppure in erba, come protagonisti. Per chi non lo conosce, invece, merita spendere solo due parole su questo artista argentino che fa dell’Arte uno strumento per parlare al mondo del bisogno di un cambiamento reale e definitivo dei rapporti valoriali e delle scelte etiche. Nessuna demagogia né tantomeno proclami pseudo intellettuali: solo la consapevolezza che la società attuale è giunta ad un punto di non ritorno dopo in quale l’individualismo e la corsa all’effimero rischiano di degenerare definitivamente quei rapporti umani sui quali si è basata la crescita civile e sociale della società.

Le sue opere, in genere polimateriche, sono improntate ad una forte dimensione “sociale” nella quale emerge il disagio per una realtà spesso avvilente che umilia l’individuo emarginandolo e rendendolo “pedina” di un gioco più grande di lui. In questa prima opera letteraria, il romanzo “La stazione senza nome” l’Autore racconta di una stagione “felice” che precede il tagico epilogo della Seconda Guerra Mondiale, nella quale, ad opera di una illuminata e innovativa artista, un manipolo di giovani avevano avuto modo di sperimentare la scoperta dell’arte nelle sue varie declinazioni come strumento di relazione sociale e di crescita personale. Quest’isola felice aveva trovato un drammatico stop con la presenza nazista che aveva interrotto quel cammino di crescita senza tuttavia impedire che, in ognuno dei protagonisti, restasse vivo il ricordo, la nostalgia e il bisogno di dare un seguito anche se ognuno aveva intrapreso una sua strada. L’occasione, molti decenni dopo, viene da un fortuito incontro tra un gruppo di giovani ed uno di questi protagonisti: gli uni animati dal desiderio di dar vita a qualcosa di “nuovo” e “diverso” da ciò che viene loro proposto, l’altro che, pur tra mille paure e dubbi, vede in loro quella “continuità” di un progetto interrotto dalla guerra e dalla ferocia di uomini che avevano scelto la violenza e la sopraffazione come modo per relazionarsi con il mondo. Una storia affascinante arricchita da disegni originali dell’autore che aprono significativamente ogni capitolo e che guidano il lettore verso i contenuti dello stesso.

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