Verifiche fiscali, per capirne di più su obblighi e diritti dei contribuenti

PISA – Il fenomeno dell’evasione fiscale è molto complesso, così come è complesso determinare ciò che sfugge, ciò che risulta pressoché indeterminabile e quasi invisibile. Si cerca di quantificare l’entità dell’evasione fiscale allo scopo di comprenderne la gravità. Locuzione di evasione fiscale [fonte Wikipedia].

La relazione annuale del ministero dell’Economia fornisce una prima fotografia, piuttosto ottimistica rispetto al passato, in cui emerge una riduzione del fenomeno: la differenza fra l’imposta dovuta e quella che viene effettivamente incassata dallo Stato, detta anche “tax gap”, sembrerebbe dunque diminuita, passando da 90 miliardi relativi al 2011 a 83 miliardi del 2016. 

La verifica fiscale è quindi un importante mezzo per contrastare l’evasione e monitorare l’onestà nel comportamento dei contribuenti sul fronte fiscale. 

 

 

  • Controlli fiscali: facciamo chiarezza

 

Le verifiche fiscali rientrano nella categoria dei “controlli sostanziali” effettuati dalla Guardia di Finanza e dagli ispettori dell’Agenzia delle Entrate. 

Perché? Questo genere di controllo viene fatto per verificare se il contribuente stia occultando dei profitti generando delle false documentazioni o se il suo comportamento sia effettivamente corretto. 

Si tratta di vere e proprie ispezioni, che spesso vengono percepite da chi le subisce come dei controlli molto invasivi e provanti dal punto di vista psicologico. 

A chi sono rivolti questi controlli? Queste ispezioni possono essere effettuate nei confronti di persone fisiche, giuridiche, società ed enti. 

 

 

  • Fronteggiare un’ispezione fiscale: conosci diritti e obblighi

 

Per poter far fronte alle verifiche fiscali, ogni cittadino è tenuto a conoscere i propri diritti e le regole che disciplinano il corretto rapporto tra contribuente e Amministrazione Finanziaria, specialmente nell’ambito delle ispezioni fiscali. Stesso discorso sul fronte degli obblighi e delle garanzie del contribuente, nonché dei limiti imposti agli ispettori in fase di verifica. Le norme disciplinanti questi aspetti sono contenute nell’art. 52 D.P.R. n. 633 del 26/10/1972 e successive modifiche e integrazioni e nell’articolo 12 della Legge 212/2000 (c.d. Statuto del contribuente). Questo evita che il contribuente possa assumere inconsapevolmente dei comportamenti inopportuni che rischino inoltre di influire negativamente l’esito dell’ispezione e la conseguente decisione della Commissione Tributaria.

 

 

  • Gli obblighi del contribuente

 

Durante le attività di ispezione, il contribuente è tenuto a mostrare spontaneamente il materiale richiesto dalle autorità. Qualora la documentazione si dimostri insufficiente, viene avviata la ricerca autonoma da parte degli ispettori. 

Gli ispettori devono essere in possesso dell’autorizzazione del Pubblico Ministero nel caso di perquisizioni che includano l’ispezione di cassetti, borse, casseforti, o nel caso si renda necessario leggere mail e di documenti digitali. 

Il contribuente può opporsi all’ispezione di vani e contenitori, tenendo presente che il materiale che si rifiuta di esibire in un primo momento non potrà essere poi utilizzato a proprio favore in seguito (5° comma dell’art. 52 del D.P.R. 633/72).

 

 

  • Informazione trasparente e contraddittorio preventivo

 

Per essere altrettanto corretta verso i contribuenti, la verifica fiscale deve essere effettuata secondo tutti crismi della legalità, economicità e trasparenza. La verifica fiscale non può inoltre prescindere dal rispetto e dal riconoscimento dei diritti del cittadino sottoposto al controllo, indipendentemente dal luogo in cui avviene l’ispezione, che sia l’abitazione, i locali adibiti ad ufficio o a qualsivoglia attività commerciale. 

L’obiettivo primario è quello di favorire l’adempimento spontaneo da parte del soggetto sotto ispezione, favorendo altresì il contraddittorio preventivo.

Cosa è il contraddittorio preventivo? Si tratta del diritto di difesa che il contribuente può esercitare prima che un eventuale avviso venga emesso a suo carico. 

Attenzione: nella maggior parte dei casi, per orientarsi nel ginepraio degli atti che seguono una verifica fiscale, è necessario ricorrere alla consulenza di esperti in materia (qui un esempio dei servizi di consulenza fiscale internazionale e i relativi campi di applicazione). 

 

 

  • Come viene avviata l’ispezione fiscale

 

L’inizio degli accertamenti deve avvenire “durante l’orario ordinario di esercizio delle attività e con modalità tali da arrecare la minore turbativa possibile allo svolgimento delle attività stesse nonché alle relazioni commerciali o professionali del contribuente” (art. 12 l.212/2000).

La prima cosa che il soggetto sottoposto a controllo deve fare è accertarsi del possesso di una regolare autorizzazione a procedere da parte degli ispettori della GDF. 

Attenzione: se il locale adibito ad attività commerciale coincide con l’abitazione del contribuente, questo costituisce un’attività promiscua. Per effettuare l’ispezione è quindi necessario disporre di indizi che attestino la violazione delle norme tributarie. Inoltre, in caso di attività promiscua, gli ispettori devono essere in possesso di un’apposita autorizzazione rilasciata dal Procuratore della Repubblica. 

 

 

  • Quanto dura l’ispezione fiscale

 

In termini legali, l’ispezione fiscale non può avere una durata maggiore a 30 giorni lavorativi. Il termine può essere prorogato nel caso di ispezioni particolarmente complesse (art. 12 co.5 l.212/2000). 

Nel caso di ispezioni effettuate su soggetti che lavorano autonomamente o contribuenti in regime di contabilità semplificata, il termine è ridotto a 15 giorni (prorogabili di altri 15 in caso di necessità). 

 

 

  • Come si conclude l’ispezione fiscale

 

La verifica tributaria si conclude con la redazione del Processo Verbale di Constatazione (PVC). Si tratta di un documento volto a formalizzare le contestazioni, dividendole per tipo d’imposizione (Iva o Imposte sui redditi), periodo d’imposta e argomento.

All’interno del PVC deve essere riportata “l’indicazione delle persone intervenute, delle dichiarazioni ricevute e delle circostanze di luogo e di tempo nel quale gli atti che documenta sono compiuti” (art.126 codice procedura civile e art. 136 codice procedura penale). 

Una volta ricevuta una copia del PVC, il contribuente può decidere di non sottoscrivere il documento, qualora ritenesse che i fatti riportati al suo interno fossero per lui dannosi in fase contenziosa o amministrativa. In questo modo, il soggetto sottoposto a ispezione può esercitare un effettivo controllo sulla correttezza delle attività di verifica nei suoi confronti.

Una volta sottoscritto, il PVC diviene di fatto incontestabile. Il contribuente avrà però 60 giorni di tempo per esprimere le proprie osservazioni all’Agenzia delle Entrate, unico organo titolare dell’accertamento.

Attenzione: nel caso in cui il contribuente ritenesse che i suoi diritti o garanzie non fossero stati rispettati durante le varie fasi dell’ispezione, dovrà attendere la notifica dell’avviso di accertamento per contestare l’atto e richiederne l’annullamento da parte della Commissione Tributaria.

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