Verso i Play Off: conosciamo meglio L’Aquila Calcio 1927

PISA – I prossimi avversari sono una compagine da non sottovalutare assolutamente. Infatti l’Aquila 1927 è una società forte, che ha saputo rialzarsi dopo la tremenda botta del terremoto di pochi anni fa, scalando posizioni in classifica e categorie, sino a giungere a giocarsi la Serie B. Una formazione da prendere con le molle, dotata di ottimi giovani e di giocatori esperti di primo livello.

di Marco Scialpi

Anno di fondazione: 1927

Colori sociali: divisa a strisce verticali rosso-blu, pantaloncini blu, calzettoni blu.

Stadio: dal 1933 la compagine abruzzese gioca al “Tommaso Fattori”, a piena capienza capace di ospitare fino a 10.000 tifosi.

Allenatore: Giovanni Pagliari

Presidente: Corrado Chiodi

Media spettatori: 2.268

Miglior risultato: tre stagioni consecutive in Serie B, dal 1934/35 in poi.

Gruppi organizzati di tifosi attivi: Gruppo Novantanove

Gemellaggi: Chieti, Pontedera

Rivalità: Foggia, Messina, Sambenedettese, Sora, Pescara, Avezzano, Lanciano, Teramo

Curiosità: 

– Il nome dello stadio “Fattori”, lo si deve a Tommaso Fattori, tecnico dell’Aquila Rugby negli anni ’50,

– La società ha dovuto affrontare due fallimenti, il primo nel 1994, il secondo, a distanza di dieci anni, nel 2004.

– Nel 1936 la rosa della squadra abruzzese, militante in Serie B, rimase falcidiata dal noto “Incidente ferroviario di Contigliano”, nel quale persero la vita otto persone, tra cui l’allenatore aquilano Attilio Buratti, mentre tredici giocatori rimasero gravemente feriti. Di fronte alla tragedia la FIGC offrì la salvezza d’ufficio ai rossoblu, che rifiutarono. Con l’aiuto di altre società che offrirono giocatori in prestito, si riuscì comunque ad arrivare alla fine del campionato, culminato con la retrocessione in Serie C.

– Nel 1994/95, per affrontare il campionato di Eccellenza abruzzese, fu allestito un organico composto interamente da giocatori aquilani, guidato dall’ex calciatore rossoblu Ferzoco. A fine stagione, la fusione con la Paganica Calcio, piccola realtà giunta fino alle soglie della Serie C, permise all’Aquila di tornare subito nel massimo campionato dilettanti.

– Quest’anno, a distanza di ottant’anni dall’ultima volta, sono stati raggiunti gli spareggi per la  Serie B.

L’organico: nonostante la perdita a gennaio del prezioso centrocampista Carcione, passato al Perugia, gli abruzzesi, sono riusciti a conservare intatto il buon collettivo costruito in estate, andandolo a rinforzare nei punti in cui si sono evidenziate carenze nei primi mesi del campionato.  La dirigenza non ha lesinato sforzi ed investimenti, portando in rossoblu elementi molto importanti per la categoria come Inacio Pià (ex Napoli), Libertazzi (punta scuola Juventus) e Maltese (ex Viareggio e Latina).

In difesa spiccano i nomi di Zaffagnini, del capitano Pomante, stopper con il vizio del gol e dell’ex Brescia Simone Dallamano, con lunghi trascorsi tra Serie A e B.

In mediana dovuta menzione per gli ottimi Del Pinto, Maltese, Corapi e Ciciretti, talentuoso trequartista in prestito dalla Roma.

Nel reparto offensivo, però, è dove l’Aquila può schierare l’artiglieria pesante, infatti sono a disposizione del tecnico Giovanni Pagliari: Inacio Pià, Libertazzi, Angelilli, ma soprattutto De Sousa e Frediani. Il primo con trascorsi in Serie A e B con le maglie di Lazio e Torino è il bomber della squadra, mentre il secondo, in prestito dalla Roma, si è affermato come uno dei migliori giovani dell’intera categoria.

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