Verso le elezioni: nasce il movimento Riformisti per Pisa

PISA – Continua il lavoro dei “Riformisti per Pisa”, la neonata realtà politica sorta meno di una settimana fa, che alle prossime elezioni comunali fissate per il mese di maggio appoggerà la coalizione del centrosinistra è a lavoro e lunedì illustrerà presso il locale “The Wall” di Via Cardinale Maffi i punti principali del programma che intende guidare il cambiamento. La serata sarà l’occasione per conoscersi meglio con una cena di aggregazione e autofinanziamento (costo 10 euro).  I “Riformisti per Pisa” non sono un partito, nè una lista civica, ma un insieme di cittadini con un sistema di valori condivisi che fanno capo alla cultura laica, liberale, repubblicana e socialista, cattolica e democratica. Il progetto dell’ala riformista pisana ha l’ambizione di unire i vari riformismi presenti sul territorio, in modo da garantire, un contributo di idee, di capacità e cultura di governo e di conoscenze da mettere a disposizione della città. “Pisa ed il suo futuro, non possono che essere tutt’uno con il suo passato .In particolare ci rivolgiamo ai partiti, alle associazioni, ai circoli, singoli cittadini, che vogliono dare il loro contributo alla crescita ed allo sviluppo del nostro territorio, nel rispetto dell’ambiente e nel cercare di ricomporre l’immagine storica della nostra città”, ha detto Federico Eligi, assessore allo Sport e alle manifestazioni storiche della città che appoggio in pieno questo importante progetto. Uno dei nostri progetti – afferma Federico Eligi – è quello di far diventare Pisa una città di 200.000 abitanti. Fra cinque anni il Sindaco di Pisa dovrà essere votato anche dai cittadini degli altri cinque comuni (San GiulianoTerme, Cascina, Vecchiano, Calci, Vicopisano). Occorre superare adesso questa dimensione, che non ha più nulla a che fare con la realtà di oggi, ma al contrario ne costituisce un limite dannoso, se non mortale”. “Riteniamo opportuno per il futuro – continua Eligi – mantenere sotto controllo la pressione fiscale a carico dei cittadini e delle imprese e se da una parte, sicuramente il nuovo assetto istituzionale potrà portare benefici nel medio periodo, nell’immediato occorre muoversi su linee che siano in grado, con una diversa modalità di gestione, di garantire gli attuali servizi: comune che indirizza e controlla. Un altro cavallo di battagli che porteremo avanti sarà il Turismo. Garantire un forte sviluppo al settore del turismo che è ancora oggi una potenzialità non espressa al meglio. Grazie al riordino delle competenze a seguito dell’abolizione delle provincie, la delega tornerà nelle mani dei comuni e questa può costituire un opportunità che fino ad oggi non era, se non parzialmente, nelle mani delle amministrazioni comunali. Chiediamo che si dia vita ad un vero e proprio “piano strutturale” per il turismo”.

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