Università di Pisa, sempre meno donne nelle tecnoscienze

PISA – Sono sempre meno le ragazze che si iscrivono al corso di laurea in Informatica e Ingegneria informatica all’Università di Pisa.

E’ quanto emerso oggi in occasione di STEMpink, serie di appuntamenti organizzati dall’Ateneo con il Museo degli Strumenti per il Calcolo per approfondire il rapporto tra donne e tecnologia, in occasione dei 200 anni dalla nascita di Ada Lovelace, prima programmatrice informatica della storia.

“Se negli anni Settanta e Ottanta le studentesse rappresentavano circa un quarto del totale – ha spiegato Nicoletta De Francesco, Prorettore vicario dell’Università di Pisa – oggi sono meno della metà. Dalla fine degli anni Novanta si è registrato un calo tra le iscritte, fino a raggiungere quota 8% nel 2012. Oggi c’è una leggera ripresa: nel 2015 le iscritte al corso di studi di Informatica a Pisa rappresentano poco più del 14%”. Non va molto meglio alle ricercatrici: “Su 7 direttori del CNR non c’è neanche una donna – ha sottolineato Anna Vaccarelli del CNR – mentre su 106 direttori di istituto 90 sono uomini”. Difficile trovare una spiegazione univoca a questo trend. Ci ha provato Maria Antonella Galanti (Università di Pisa), offrendo una chiave sociologica. “C’è sempre stata una divisione delle tecniche tra uomo e donna: quelle degli uomini – ha ricordato – servono per divertirsi, quelle delle donne sono banalmente utili, legate al vivere quotidiano. Gli uni disprezzano le tecniche delle altre e viceversa”.

“La sfida del futuro è quella di mettere la tecnologia al servizio dei più deboli”, ha dichiarato Jasmina Tesanovic, performer e startupper, ideatrice di Casa Jasmina, primo esperimento di abitazione altamente domotica realizzata a Torino. “La tecnologia deve essere a misura di bambino e di anziano, rendere loro la vita più facile. Ad esempio: poter entrare in casa utilizzando il palmo della mano al posto delle chiavi. Una soluzione ideale per i bambini che perdono le chiavi di casa ma anche per gli anziani che si scordano dove le hanno messe”. Nel progetto di Casa Jasmina è coinvolto anche Bruce Sterling, tra i più noti scrittori di fantascienza al mondo, intervenuto al Museo del Calcolo in apertura della giornata, ricordando però che “la carta batte ancora l’alta tecnologia: pochissimo si conserva delle apparecchiature elettroniche, mentre possiamo ancora leggere libri scritti secoli fa”.

“L’intelligenza artificiale oggi ci pone domande diverse rispetto al passato: non siamo preoccupati soltanto del fatto che le macchine possano soppiantare il lavoro umano – ha sottolineato Luigia Carlucci Aiello (Università di Roma) – abbiamo dubbi di tipo etico”.

L’ultimo appuntamento di STEMpink si svolgerà lunedì 14 dicembre alle ore 15, sempre al Museo del Calcolo di Pisa, e viaggerà sul doppio binario di storia e fiction: uno storico dell’informatica come Silvio Hénin dialogherà con Paul Di Filippo, scrittore di fantascienza, Doron Swade, massimo esperto mondiale su Charles Babbage e impegnato nella ricostruzione della sua Macchina Analitica, antenato del computer, si troverà a tu per tu con Sydney Padua, autrice del graphic novel “The thrilling adventures of Lovelace and Babbage” (Pantheon, 2015). Previsti anche gli interventi di Carlo Randone (IBM) e Fabio Gadducci, esperto di narrativa popolare e Direttore del Museo del Calcolo. Introduce la giornata lo scrittore Marco Malvaldi. Seguirà una visita guidata al Museo insieme ai relatori.

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