Via libera alle tarme della farina a merenda ma nuova deriva novel food non piace a Coldiretti. Filippi: “Da vino annacquato a nutriscore: pronti a dare battaglia”

PISA – Le tarme della farina (o conosciute anche come camole) come snack o ingrediente per pane ed altri prodotti.

La nuova frontiera della cucina a base di insetti non piace al 54% degli italiani che considera gli insetti estranei alla cultura alimentare nazionale e non porterebbe mai a tavola la larva gialla della farina (Tenebrio molitor) essiccata termicamente, intera o sotto forma di farina, per il consumo umano. Una novità che arriva dall’Ue, che ne ha approvato la commercializzazione come alimento dopo la valutazione scientifica dell’Efsa, accolta da Coldiretti Pisa con più di una perplessità.

Al di là della normale contrarietà dei consumatori verso prodotti lontanissimi dalla nostra cultura, l’arrivo sulle tavole degli insetti – spiega Fabrizio Filippi, Presidente Coldiretti Pisa nonché Presidente Coldiretti Toscana – solleva dei precisi interrogativi di carattere sanitario e salutistico ai quali è necessario dare risposte, facendo chiarezza sui metodi di produzione e sulla stessa provenienza e tracciabilità considerato che la maggior parte dei nuovi prodotti proviene da Paesi extra Ue, come la Cina o la Thailandia, da anni ai vertici delle classifiche per numero di allarmi alimentari. Pretendiamo tracciabilità e chiarezza a tutela dei consumatori e delle aziende agricole anche per queste nuove tipologie di cibo che con sempre più frequenza si affacceranno progressivamente anche nei nostri mercati”. 

Secondo gli esperti il suo consumo non risulta svantaggioso dal punto di vista nutrizionale e non pone problemi di sicurezza alimentare anche se – sottolinea Coldiretti – il Novel Food a base di Tenibrio molitor può indurre sensibilizzazione e reazioni allergiche alle proteine dell’insetto e può causare reazioni in soggetti con allergia ai crostacei e agli acari della polvere. La novità non piace però al 54% degli italiani contrari agli insetti a tavola mentre sono indifferenti il 24%, favorevoli, il 16% e non risponde il 6%, secondo l’indagine Coldiretti/Ixe’. 

La possibilità di commercializzare insetti a scopo alimentare è resa possibile in Europa dall’entrata in vigore dal primo gennaio 2018 del regolamento Ue sui “novel food” che permette di riconoscere gli insetti interi sia come nuovi alimenti che come prodotti tradizionali da paesi terzi. In giro per il mondo – rileva Coldiretti – si possono trovare molti esempi che vanno dalla pasta all’uovo artigianale ai grilli ai millepiedi cinesi arrostiti al forno per renderli croccanti e poi affumicati, dalle tarantole arrostite senza conservanti né coloranti dal Laos ai vermi giganti della farina dalla Thailandia. Ma ci sono anche – continua Coldiretti – il baco da seta all’americana, la vera “star” degli insetti commestibili, le farfalle delle palme dalla Guyana francese, fritte e condite, le cimici d’acqua dalla Thailandia fino agli “aperinsetti”, vermi della farina aromatizzati alla paprica, al curry e al sale marino “made in Belgio”, magari da mandare giù con un sorso di Vodka con bachi da seta. E per i palati più temerari ci sono anche scorpioni dorati dalla Cina e neri dalla Thailandia e spiedini di scarabei come aperitivo, anch’essi thailandesi. Vastissima la scelta di grilli, da quelli al curry e cocco a quelli piccanti, fino a quelli al peperoncino dolce, tutti made in Thailandia. “I nuovi indirizzi che arrivano dall’Ue – conclude Filippi – come il vino annacquato, l’etichettatura a semafori che penalizza la dieta mediterranea, le politiche per disincentivare il consumo di carne e trasformati di carne rossa per far posto alle larve della farina gialla non può trovarci favorevoli. Siamo pronti a farci sentire”. 

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