Visita pastorale dell’arcivescovo di Pisa, Giovanni Paolo Benotto al Consiglio Comunale. L’intervento del sindaco di Pisa, Michele Conti. Le foto e i video

PISA – La visita di S.E. Mons. Giovanni Paolo Benotto, Arcivescovo di Pisa alla Seduta Consiliare di martedì 26 marzo, a conclusione di un percorso pastorale che lo ha visto incontrate ogni tipo di realtà della sua Diocesi, si è conclusa con un appello affinché vengano superate anche le barriere religiose che una Società multietnica oramai è costretta ad affrontare. 

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di Giovanni Manenti

Nel suo intervento, difatti, Mons. Benotto ha toccato tre punti fondamentali, vale a dire la realtà giovanile, il lavoro e la povertà.

Sul primo argomento ha ricordato come Pisa sia una città universitaria e pertanto abitata da molti giovani, ma l’indice di natalità delle famiglie pisane in netto calo, cosicché il centro storico risulta sempre più spopolato ed anche le abitudini quotidiane sono variate sulla scorta della mutata composizione della cittadinanza, con conseguente diverso approccio anche della Curia nell’essere a disposizione delle fasce più giovani, per le quali, peraltro, l’Arcivescovo ha speso parole di incoraggiamento, sottolineando come le stesse reclamino attenzione, ascolto e rispetto che non sempre trovano tra gli adulti.

Il problema legato al lavoro è meno avvertito in città, secondo Benotto, ma molto più sentito nelle periferie, ed a conferma di ciò basta leggere i dati riportati dalla Camera di Commercio in relazione alla chiusura ed ai Fallimenti delle Aziende della nostra Provincia, al pari dell’incremento delle insolvenze e delle sofferenze bancarie, il che incide sulla serenità e tranquillità all’interno delle famiglie, ed anche se su questo tema la Chiesa ha poco margine di intervento, è comunque suo compito impegnarsi per favorire una maggiore consapevolezza da parte di tutti riguardo a questa grave problematica.

Ma è sull’aspetto della povertà che Mons. Benotto ha particolarmente incentrato il proprio intervento, ricordando ai presenti come oggi si stia vivendo una situazione di povertà non solo materiale, derivante dal periodo di crisi, ma alla quale si accompagnano una povertà culturale e di valori, che porta ad abbassare il livello di umanità di ogni singola persona, per cui è necessario riscoprire uno stile di vita che favorisca la coltivazione delle relazioni e l’approfondimento delle conoscenze, nonché della condivisione, al fine di evitare l’eccessivo individualismo che è il primo nemico del vivere in comune.

Sulla base dei successivi interventi da parte dei singoli Capogruppo – ed in particolare di Ciccio Auletta di “Diritti in Comune” – Mons. Benotto ha ricordato come molte delle osservazioni mosse trovino già risposta nella nostra Costituzione, i cui dettami sono stati altresì ripresi in molte parti del documento redatto a conclusione del Concilio Vaticano Secondo e pertanto, nell’invitare le Amministrazioni a seguire quanto previsto dalla Carta costituzionale, sullo specifico argomento della libertà di culto (che per la Giunta riguarda in particolare la costruzione di una nuova Moschea …) ha rilevato come la stessa sia meno importante della libertà religiosa, poiché mentre la prima può essere praticata in privato, la seconda determina il diritto di poterla esercitare pubblicamente, senza che a questa venga posta alcuna limitazione, dando in sostanza il proprio parere favorevole affinché si debba dar corso alla costruzione della nuova Moschea, parole che hanno soddisfatto il ricordato Consigliere di minoranza Ciccio Auletta….

L’intervento del sindaco di Pisa Michele Conti, in Consiglio Comunale nell’occasione della visita pastorale dell’arcivescovo di Pisa, Giovanni Paolo Benotto

“Eccellenza Reverendissima, come rappresentante della Comunità di Pisa, sono onorato e al tempo stesso emozionato nel darle il benvenuto in questa sede, nella quale i rappresentanti del popolo di Pisa si confrontano per cercare le soluzioni migliori per raggiungere il Bene comune. Un percorso non sempre facile. Un percorso che va sempre e comunque seguito. Noi crediamo che esista un Bene Comune da perseguire. Il bene comune di cui la politica è responsabile comprende la sfera “temporale”, cioè i beni connessi con la vita umana nel tempo. Le realtà che vanno oltre il tempo e il luogo – in particolare le credenze religiose, il libero perseguimento della verità, i pensieri e la privacy dei cittadini – non rientrano nella competenza della politica, se non nella misura in cui hanno un legame con il perseguimento del bene comune temporale e l’osservanza delle giuste leggi che la società politica mette in atto in nome di tutti. Al centro di ogni vita sociale c’è la persona umana: per gli aspetti fondamentali della propria natura, essa tende a orizzonti che vanno oltre il tempo e lo spazio.

Almeno sotto questi aspetti, la persona umana non può essere soggetta all’autorità del potere politico; che, d’altra parte, deve garantire le condizioni più favorevoli al pieno sviluppo delle persone, e della loro libertà intellettuale e spirituale.

Un anno fa ci siamo presentati con un programma semplice nel quale, oltre a impegni di merito, facevamo anche promesse di metodo, nell’interesse della comunità che siamo stati chiamati a governare, cioè quelli della Città di Pisa. Ora, non senza difficoltà ma con impegno e dedizione, cerchiamo di procedere perseguendo una linea maestra e, al tempo stesso, di rispondere alle molte emergenze che di volta in volta sopravvengono.

Le nostre strade spesso si incrociano, Eccellenza, perché nella Vostra missione di Carità e di farsi carico dei più deboli, incontrate le nostre iniziative tese a contrastare il crescente fenomeno della povertà. Il Comune di Pisa sta lavorando ad azioni concrete per dare risposte alle fasce più deboli della popolazione. Cito alcuni esempi: le politiche per la casa; il contributo affitti; l’emergenza abitativa;       il rafforzamento delle risorse per l’emergenza sfratti.  Non ultimo, il progetto sul recupero del pane quotidiano che ha visto coinvolti cittadini e imprese sostenuti da questa Amministrazione per la creazione di una rete solidale. E ancora: la prossima pubblicazione dei bandi per la lotta alla povertà; il sostegno alle persone in difficoltà; le priorità assegnate alle famiglie; il bonus maternità; il bonus bebé; il contributo al pagamento della tassa rifiuti per i nuclei familiari sotto soglia ISEE; il progetto “Housing first” rivolto a dare abitazioni ai senza tetto.

Noi pensiamo che il Bene Comune si persegua solo se si è in grado di ascoltare la Comunità e per questa ragione intendiamo sostenere e dare spazio all’associazionismo che a Pisa è straordinariamente numeroso e vitale. Per ora procediamo a piccoli passi in questo settore così variegato, ma riceviamo tutti i giorni rappresentanti di molteplici associazioni che ci mettono a parte di problemi e di proposte che vengono dai cittadini nei più diversi ambiti.

La responsabilità che ho assunto, accettando l’incarico di Sindaco della città, mi porta, nella imprescindibile ricerca del Bene Comune, a considerare logiche che devono superare i meri aspetti della produttività, per aprirsi verso un orizzonte che privilegi sempre il rispetto e la dignità delle persone. In questi momenti di grave crisi economica generalizzata occorre trovare e incoraggiare meccanismi di solidarietà sociale. Una seria politica rivolta all’occupazione ci ha portato a stringere rapporti sempre più stretti con le varie associazioni delle categorie produttive, con l’intento di facilitare la creazione di nuovi posti di lavoro.

Eccellenza, se i giovani oggi esitano a formare una famiglia è soprattutto a causa di una forte incertezza per il loro futuro lavorativo. Pertanto, nei limiti del nostro mandato, tenteremo, quanto più possibile di incrementare l’occupazione. Per questo ci sforziamo di rendere la nostra città più bella e più sicura perché sia attrattiva e attiri turisti e investitori.

Siamo consapevoli che le risorse di cui disponiamo sono limitate perché il mondo in generale e il nostro paese in particolare stanno attraversando un periodo molto difficile, ma cecheremo di fare del nostro meglio, in primo luogo evitando gli inutili sprechi.

Ecco, questi temi ci avvicinano, Eccellenza, e su di essi troveremo, se lo vorrà, sinergie e intese.

Papa Francesco, nel suo discorso in occasione della 52° giornata della Pace, ha voluto ricordarci le Beatitudini del politico: “Beato il politico che ha un’alta consapevolezza e una profonda coscienza del suo ruolo. Beato il politico la cui persona rispecchia la credibilità. Beato il politico che lavora per il bene comune e non per il proprio interesse. Beato il politico che si mantiene fedelmente coerente. Beato il politico che realizza l’unità. Beato il politico che è impegnato nella realizzazione di un cambiamento radicale. Beato il politico che sa ascoltare. Beato il politico che non ha paura”.  Si tratta di una bella guida, alla quale, laicamente, tutti noi possiamo aderire. La ringrazio ancora, Eccellenza, per averci voluti onorare con la sua presenza”.

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