Vittorio Sgarbi inaugura “ARTinGENIO MUSEUM” alle Officine Garibaldi: “Serve inventare una lingua nuova”

PISA – Pur se provato dai recenti problemi di salute, da cui si è fortunatamente ripreso, il critico d’arte Vittorio Sgarbi è ancora in grado di ammaliare e lasciare a bocca aperta il pubblico che nel pomeriggio di giovedì 10 giugno, ha assistito presso le Officine Garibaldi all’inaugurazione della Mostra di arte contemporanea nell’ambito di “ARTinGENIO MUSEUM“, nato dalla creatività del Prof. Francesco Corsi.

di Giovanni Manenti

Ad accompagnare Sgarbi oltre al padrone di casa Giancarlo Freggia il Sindaco Michele Conti, la Vicesindaco Raffaella Bonsangue e gli assessori alla Cultura Pierpaolo Magnani e del Turismo e Commercio Paolo Pesciatini.

Una mostra che sarà aperta sino al 29 giugno prossimo ed all’interno della quale sono ammirabili una serie di opere, tra cui le 30 selezionate per per concorrere alla prima edizione del Premio “ARTinGENIO MUSEUM 2021“, una cernita dalla quale sono poi emersi i tre lavori giudicati migliori da una giuria composta, oltre che dal Prof. Corsi, anche da Luciano Carini e Veronica Ferretti, con i rispettivi autori a ricevere le relative targhe loro consegnate direttamente dal Prof. Sgarbi.
Ed è la stessa Veronica Ferretti a leggere le motivazioni che hanno portato alla scelta dei tre vincitori, con il terzo premio appannaggio del 45enne scultore toscano Filippo TINCOLINI, pontederese di nascita ma carrarese d’adozione, con la scultura “INFLATABLE 2020” per la quale la Giuria ha stabilito che “con questo tema Tincolini, con ironia ed amarezza, ha colto il dramma dell’inquinamento del nostro pianeta“, mentre va all’estero, ovvero all’Austria”.

Il secondo premio assegnato al 68enne Peter NUSSBAUM, la cui opera “SOLVE ECOAGULA” è stata giudicata “affascinante per il gioco tra rigore e fantasia, tra illusione spaziale e sensoriale, fra microcosmo e macrocosmo, con cubi e quadrati ad intersecarsi con rette e cerchi in una vibrante gradazione di colori“.


Ma ad aggiudicarsi il primo premio è il 33enne veneto Elia INDERLE di Schio (Vi), affermatosi con il quadro “LINEA DI PENSIERO 3″ che ha ottenuto il pieno gradimento da parte della Giuria.

“La composizione astratta ed informale convince per il senso innato del colore, in equilibrio con il segno grafico e la forma, ed è proprio il colore a cantare, su di una superficie neutra come quella della realtà che si modella di volta in volta al pari dei nostri pensieri e delle nostre emozioni che ci rendono unici, fragili, forti, titanici e luminosi come se fossimo alla ricerca di una elevazione spirituale e tutta la realtà potesse essere sublimata nella riflessione e nell’atmosfera“.

A conclusione della giornata inaugurale è salito sul palco Vittorio Sgarbi che prima si è voluto esprimere sulla gestione della pandemia: “È stato deleterio aver rinchiuso in casa milioni di italiani. è stato provato che il virus sia meno contagioso all’aperto, così da mortificare la natura stessa dell’essere umano, ovvero il contatto sociale“. Sgarbi si è soffermato sulle proprie condizioni fisiche: “Si invecchia sempre più, nel chiudere il mio discorso voglio spendere parole di elogio sia per Pisa una magnifica città e per gli organizzatori della mostra e per i premiati.

Io credo che questa iniziativasottolinea il critico d’arte – così importante sia in realtà una sfida, vale a dire il tentativo di far sentire che oggi non si è soltanto epigoni e neppure subalterni alla grande arte, ma si può imboccare una strada ed i tre premiati ci indicano percorsi diversi ma sui quali il loro impegno è indubbiamente indiscutibile e la ricca Veronica Ferretti, che ha collaborato con me in diverse iniziative, sa come si giudica un artista e quindi dei tanti qua presenti che io ho visto è chiaro che alcuni vivono come in una specie di traino, cioè in un automatismo della forma e della ricerca artistica, mentre altri cercano di muoversi con autonomia e non sarà pertanto per loro facile riuscire a proporre qualcosa che incide e che cambia, poiché il linguaggio tende spesso a riprodurre delle forme già espresse, così che la vera arte è quella che apre nuovi sentieri e la parola più bella che la lingua italiana ci ha suggerito è il “divertimento”, inteso come “divertere” ovvero cambiare strada”.


“Auspico pertanto alle persone che sono qui presenti
“, conclude Vittorio Sgarbi, “e che hanno partecipato in vario modo di fare in modo di inventare una lingua nuova poiché i linguaggi dell’arte contemporanea sono costellati da lunghi percorsi in cui ti trovi a scorrere lungo strade già battute ed è per questo che auguro ai tre premiati ed alla bella iniziativa delle Officine Garibaldi di riuscire a portarci avanti artisti capaci di divertimento e di trovare strade nuove, così come sono particolarmente felice di avere aperto questo istituto con l’autorevole e solenne presenza del Sindaco, della Vicesindaco e degli Assessori alla Cultura ed al Turismo che hanno voluto onorarmi a testimonianza e conforto circa la bontà di quello che state facendo a Pisa e di ciò che io, da molto tempo e da qui in avanti, vorrò e potrò fare per l’Italia“.
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