Volantino dell’ex reattore Cisam circolato in queste ore. L’ARPAT smentisce: “E’ un falso”

PISA – L’Arpat smentisce categoricamente il volantino sull’ex reattore Cisam, circolato ieri a S. Piero a Grado e nel quartiere di Porta a Mare attraverso il sito ufficiale del dipartimento di Pisa.

L’Agenzia ha appreso dalla cittadinanza il fatto venuto alla luce nella giornata di ieri, che è stato ampiamente diffuso nel quartiere di Porta a Mare. I march in alto a destra e a sinistra sono falsi e per il simbolo di Arpat e’ stato utilizzato il vecchio marchio, sostituito da oltre due anni. I contenuti di tale volantino – conclude Arpat – hanno procurato allarme nella popolazione ma sono falsi. L’Agenzia ARPAT si riserva di valutare la presentazione di una denuncia all’autorità giudiziaria.

QUESTO COMUNICATO DI ARPAT SULL’EX REATTORE CISAM DEL14 NOVEMBRE

Nei giorni scorsi il CISAM ha trasmesso alle amministrazioni competenti i risultati delle analisi del primo lotto di acque trattate provenienti dalla piscina dell’ex reattore nucleare del CISAM, destinato ad essere scaricato il 15 novembre nel Canale dei Navicelli.

Infatti, anche se la normativa vigente non prevede il controllo da parte enti esterni all’Amministrazione della Difesa dell’attività di scarico e in generale delle operazioni connesse con il decommissioning dell’ex-reattore, il CISAM ha messo a disposizione dell’Agenzia un campione del primo lotto di acqua trattata su cui ARPAT ha fatto le proprie analisi, a scopo di confronto e per trasparenza nei confronti delle amministrazioni e dei cittadini. I risultati evidenziano che i limiti di rilascio (o scarico) sono ampiamente rispettati per tutti i radionuclidi abbattuti dalla distillazione; inoltre:

nel primo lotto di acque trattate risulta presente il trizio, che non è ridotto dalla distillazione, in concentrazione comunque inferiore al limite di rilascio, anche tenendo conto dell’incertezza espressa con un livello di fiducia di circa il 95%; a questo proposito va ricordato che il limite di scarico per il trizio è pari a 100 Bq/l, che coincide con il valore da non superare nelle acque potabili previsto dal D.Lgs. 31/01 e s.m.i.;

nel primo lotto di acque trattate sono anche presenti residui di uranio-238, in concentrazione pari a circa un ottavo il limite di rilascio;

i limiti di rivelabilità degli altri radionuclidi ricercati e non quantificati sono da 3 a 10 volte inferiori al limite autorizzato;

i risultati di ARPAT, che ha analizzato l’acqua del primo lotto, limitatamente al cesio-137 e al trizio, sono compatibili con quelli forniti dall’ENEA, tenuto conto dell’incertezza di misura.

In conclusione, le analisi effettuate dall’ENEA dimostrano il rispetto dei limiti di rilascio per tutti i radionuclidi; tali limiti sono stabiliti in modo da garantire che la popolazione circostante sia soggetta ad una dose inferiore a 10 microSievert/anno, valore che la normativa europea e italiana definiscono non rilevante da un punto di vista radiologico, ovvero trascurabile per quanto riguarda gli effetti sulla salute dell’uomo.

SOTTO IL VOLANTINO CIRCOLATO IN QUESTE ORE A S. PIERO E A PORTA A MARE

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