Volterra, Gian Luca Lazzeri (Piu’ Toscana) sulla Casa della Salute

PISA – «La mano destra non sa cosa fa la sinistra se è vero che il direttore generale Damone nega ogni depotenziamento dell’ospedale di Volterra e l’assessore Marroni sta firmando un accordo con il sindacato Anaao sulla ristrutturazione dei presidi ospedalieri». È quanto dichiara il consigliere regionale del gruppo Più Toscana e membro della IV commisione “Sanità” Gian Luca Lazzeri.

«Secondo indiscrezioni giornalistiche – spiega – in caso di strutture con meno di 100 posti letto ci sarà il declassamento divenendo la struttura ospedaliera poco più di un ambulatorio con letti di cura intermedia e con laboratori e radiologia. Ma guarda caso, nella Casa della Salute, nel modello complesso si prevedono anche funzioni di medicina specialistica, funzioni della medicina pubblica (certificazioni, vaccinazioni, servizio continuità assistenziale e vi può essere previsto anceh un punto di emergenza 118) ed erogazione di prestazioni di medicina specialistica.

Questo con buona pace per i migliaia di cittadini che hanno firmato a sostegno del sindaco di Volterra Buselli, che per scongiurare questo pericolo ha offerto i locali del vecchio distretto sanitario nel cuore della città pur di salvaguardare l’ospedale.

Un’altra conferma alle nostre preoccupazioni e che già da tempo sia in atto questo processo? Basta leggere la delibera 47 del 2013 che prevede “l’assegnazione di una quota aggiuntiva per interventi che prevedano la riconversione dei piccoli ospedali”. Il cui totale, pari a 500.000 euro, è stato assegnato con la delibera 334 del 2013, oltre che a Volterra, anche ai 9 distretti dove sono presenti i piccoli ospedali toscani.

Siamo favorevoli alla Cds se intesa come nuovo mezzo per gestire le relazioni fra i medici di medicina generale e gli assistenti. Ma non vogliamo che questi diventino un surrogato degli attuali ospedali. Per questi motivi ribadiamo l’urgenza che l’assessore Marroni venga a relazionare in commissione ma soprattutto che venga deliberato il nuovo piano socio-sanitario intergrato che è l’unico strumento di indirizzo sulla riorganizzazione della sanità toscana».

Un appello raccolto anche dalla consigliera comunale del “Popolo per Volterra”, Antonella Bassini, che sollecita risposte sul documento del “no” proposto il 28 giugno da Fabio Bernardini, dal gruppo “Progetto originario” che chiede un confronto urgente con l’assessore. «Chiediamo la sospensione – spiega – del progetto della Giunta regionale e di ogni decisione in merito alla Cds finché l’assessore regionale non avrà chiarito definitivamente quali sono le sue intenzioni sul futuro dell’ospedale. Temiamo che la riconversione dell’ospedale vada a camuffare dei semplici tagli che penalizzeranno Volterra. Senza contare che la destinazione proposta dal sindaco, in pieno centro, verrebbe incontro alle esigenze della popolazione anziana con difficoltà nello spostamento. La stessa richiesta fatta dall’associazione “In difesa dell’ospedale” e dall’associazione “Sos Volterra” che proprio ieri si sono recate in solidarietà alla manifestazione che è stata fatta a S, Marcello Pistoiese dove è già in atto la riorganizzazione che la cittadinanza temeva. Ci chiediamo perché l’emendamento per sospendere l’apertura della casa della salute nell’ospedale non sia stata sottoscritto da tutto il consiglio comunale».

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