Volterra: l’amministrazione comunale contro il ridimensionamento dell’istituto Niccolini

VOLTERRA – L’Amministrazione comunale ha comunicato alla preside dell’istituto la disponibilità a coprire, con un accordo di territorio, l’eventuale ipotetico e minimo risparmio derivante dall’eventuale soppressione, dal momento che il territorio ha sempre difeso le proprie scuole «Una ipotesi come quella prospettata dal vostro ufficio avrebbe dovuto tener conto anche degli orientamenti del territorio e degli enti che lo rappresentano, mentre purtroppo non è stata convocata la conferenza di zona». StemmaComune volterraInizia così la lettera che il sindaco di Volterra Marco Buselli ha scritto al dirigente dell’Usp di Pisa Luigi Sebastiani sull’ipotesi di ridimensionamento dell’istituto Niccolini. «Mi permetto di sostenere con forza – prosegue la lettera – le motivazioni che la Prof.ssa Balducci porta in opposizione all’ipotesi comunicata di riduzione di classi nella Sezione Carceraria ed addirittura di non concessione della classe 1^ dell’indirizzo alberghiero. Quest’ultimo corso rappresenta un’esperienza davvero positiva, non solo sostenuta dal nostro territorio ma che è stato riconosciuta nella sua valenza didattica e sociale a tutti i livelli istituzionali. D’altro canto, anche le osservazioni addotte dalla Dirigente del “Niccolini” a sostegno dei due corsi attualmente presenti nell’Istituto, appaiono di grande ragionevolezza: mi sembra infatti che non si possa spazzar via l’opportunità di frequentare un Corso liberamente scelto dagli studenti che frequenteranno la 3^ classe, a fronte soprattutto del fatto che nell’anno successivo gli studenti che passeranno al triennio saranno 38 e quindi sarà comunque indispensabile prevedere due sezioni. Si tratta – scrive ancora il sindaco – di un percorso che non può essere azzerato in modo così repentino ed immotivato. Sono certo che un ripensamento in tal senso sarà da lei valutato come opportuno e necessario». L’Amministrazione comunale ha comunque parlato con la preside dell’istituto per garantire la disponibilità a coprire, con un accordo di territorio, l’eventuale ipotetico e minimo risparmio derivante dall’eventuale soppressione, dal momento che il territorio ha sempre difeso le proprie scuole.

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